Questo blog, almeno nelle intenzioni, raccoglie i racconti delle mie (dis)avventure all'estero, da quando comincerò il dottorato a Utrecht a quando (chissà) tornerò in Italia. E anche le (dis)avventure dell'Italia viste dall'estero. Insomma, tutto quello che mi viene in mente.
venerdì 18 gennaio 2013
Rembrandt.
Al mio ritorno nei Paesi Bassi, prima che venisse la neve, ci sono stati alcuni giorni di assoluto bel tempo, durante i quali la sera il cielo si sbizzarriva di colori tra il rosso, il rosa, il celeste, il blu oltremare e tra le poche nuvolette i raggi del sole avevano questa sfumatura d'oro difficile da immaginare. Allora ho pensato ai pittori fiamminghi che vedevano questo tripudio e tentavano di indovinare le miscele di pittura per riprodurre le sfumature giuste, e alcuni di loro, Rembrandt, Vermeer, riuscivano a renderle sulla tela come per magia, ed io mi immagino l'invidia degli altri che passavano ore e ore a lavorare tentando di imitarli ma senza riuscirci, ed e` per questo che oggi ci ricordiamo i nomi di Rembrandt e Vermeer e gli altri no, perche` quando vai al Rijksmuseum di Amsterdam o alla Mauritshuis di Den Haag passi davanti a questi dipinti di paesaggi pensando okay, va bene, abbiamo capito, paesaggio, vabbe`, uff, e poi d'improvviso, cavolo questo e` proprio bello, guardi l'autore, Rembrandt, e ti pareva, non e` mica un caso. Ecco, quando al mio ritorno in Olanda, prima che venisse la neve, ho visto il cielo sbizzarrirsi di colori e la luce del sole accarezzare d'oro il panorama, insomma in quel momento ho pensato a Rembrandt, un mago.
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Questi spettacoli naturali, tanto più suggestivi perché rari (e la magia del vecchio Rembrandt che ha saputo catturarli e riprodurli), possono essere considerati un argomento a favore dei tanto dileggiati Paesi Bassi? Chiedilo a Anna.
RispondiEliminaLoro no. Ma Rembrandt si`.
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