Il dolce preferito della mia rispettabile coinquilina e` la pinza veneta, che nulla ha a che vedere con la pinza triestina, ne` con la pinza utensile dell'elettricista, che poi di solito si chiamano pinze. Quando l'ha fatta la prima volta, presentandomela come il dolce piu` buono al mondo, non ho potuto fare a meno di prenderla in giro, causando una frattura insanabile ed insanata nei rapporti di buon coinquilinato. Ma un dolce fatto con il pane vecchio messo a mollo nel latte, come fa ad essere il piu` buono del mondo? E la Sacher? E la crostata di frutta? E lo strudel? E la pastacrema carsolina? E la cassata siciliana? Siamo seri.
Poi pero`, riflettendoci, ho capito che il dolce piu` buono al mondo ha piu` a che fare con i sentimenti che con il gusto. Il dolce piu` buono del mondo, per me, e` l'apple pie, solo e quello della mamma, che ha il sapore dell'infanzia e di tutti i compleanni festeggiati dal prossimo fino al primo che io ricordi.
Altro motivo di riflessione, questo Natale, me l'ha dato mio zio, che oltre a presentarsi con due panettoni autoprodotti (e molte altre cose), ha fatto la pinza di nonna Anna, che poi sarebbe la mia bisnonna. Nella ricetta il pane secco non c'e`, sostituito egregiamente dalla farina di polenta. Una bonta` assoluta.
Sicche`, tornato in Olanda, un giorno mi sono fatto dare la ricetta, che in realta` non esiste, come mi ha spiegato mio zio, e` il frutto di una tradizione orale che si tramanda con percorso irregolare alle nuove generazioni, e l'ho fatta qui, sanando la frattura insanabile, anche se, va da se`, "la mia e` piu` buona" (cit.).
Contando anche il primo tentativo l'ho fatta tre volte in un mese e mezzo, ingredienti per un chilo e mezzo di roba, ma non e` mai durata piu` di due giorni.
Poi pero`, riflettendoci, ho capito che il dolce piu` buono al mondo ha piu` a che fare con i sentimenti che con il gusto. Il dolce piu` buono del mondo, per me, e` l'apple pie, solo e quello della mamma, che ha il sapore dell'infanzia e di tutti i compleanni festeggiati dal prossimo fino al primo che io ricordi.
Altro motivo di riflessione, questo Natale, me l'ha dato mio zio, che oltre a presentarsi con due panettoni autoprodotti (e molte altre cose), ha fatto la pinza di nonna Anna, che poi sarebbe la mia bisnonna. Nella ricetta il pane secco non c'e`, sostituito egregiamente dalla farina di polenta. Una bonta` assoluta.
Sicche`, tornato in Olanda, un giorno mi sono fatto dare la ricetta, che in realta` non esiste, come mi ha spiegato mio zio, e` il frutto di una tradizione orale che si tramanda con percorso irregolare alle nuove generazioni, e l'ho fatta qui, sanando la frattura insanabile, anche se, va da se`, "la mia e` piu` buona" (cit.).
Contando anche il primo tentativo l'ho fatta tre volte in un mese e mezzo, ingredienti per un chilo e mezzo di roba, ma non e` mai durata piu` di due giorni.
| La pinza, ricetta di nonna Anna. |
Se permetti sembra un mattone... :-P
RispondiElimina-D.
Lo e`.
RispondiEliminaAmmetto che, a casa mia, la pinza si è sempre fatta col pane vecchio perchè di quello ce n'era a volontà, essendo mio nonno panificatore. Ammetto anche che mio nonno, sempre lui, aggiungeva un po' di farina di polenta all'impasto per dare quella sensazione di sgrisolio sotto ai denti. Io, a suo tempo, non l'ho fatto perchè quassù la polenta è merce pregiata e all'epoca dovevamo centellinarla.
RispondiEliminaAd ogni modo, la mia è più buona.
la Conqua