sabato 18 ottobre 2014

Grande ritorno.

Ebbene eccoci qui, due mesi dopo l'ultimo segno di vita.
Dei molti accadimenti e meritevoli in questo lungo silenzio mi ripropongo di raccontare in articoletti successivi. Oggi il grande annuncio pubblico, del quale i più già sono a conoscenza per una via o per l'altra.
Par che mi dottoro sul serio.
La cerimonia sarà celebrata il giorno 10 dicembre 2014, nell'aula magna della Radboud Universiteit Nijmegen, alle ore 12.30 precies, come tengono a specificare da queste parti, a beneficio forse di Italiani, Greci ed altri ritardatari. Spettacolo aperto a tutti, ingresso gratuito e (mi dicono) possibilità di assistere in streaming sul sito dell'università (potrebbe essere una scemenza però).
Come m'ha fatto notare un amico, in effetti a me non cambia niente (se non il cartellino sulla porta dell'ufficio che passa da "MSc." a "Dr.").
Ma forse è necessario che nulla cambi perché nulla resti come prima.
Aspettando il 10 dicembre le cose da fare in realtà non mancano.
Quando uno consegna la tesi pensa che ormai sia tutto finito, ma invece poiché in Olanda la tesi è un libro vero (con tanto di codice ISBN cosicché se qualcuno volesse potrebbe comprarlo anziché scaricarlo gratis dal sito dell'università) c'è da pensare all'impaginazione, alla copertina, al segnalibro (sic!), a farselo stampare pagando profumatamente una stamperia, a portare 15 copie al bidello responsabile delle cerimonie di dottorato, a firmare liberatorie per l'università in modo che possa tenere la tesi sul proprio sito, organizzare cene per la commissione esaminatrice, trovarsi i paraninfi, eccetera. Ecco, in questi giorni, molto svogliatamente mi sto occupando di cose così.
Oggi sono in attesa che mi arrivi a casa la copia di prova della mia tesi. Se è venuta bene, la approvo e la mando in stampa e per giovedì 30 sarà pronta. Così poi posso portarla al bidello e non pensarci più, che il 3 novembre (San Giusto proteggimi tu) incomincio il nuovo lavoro a Bonn.
Alla copertina della mia tesi avevo iniziato a pensare a novembre scorso, quando credevo che mi sarei dottorato tra marzo e giugno, perché m'illudevo che tante cose sarebbero andate diversamente, non da ultimo che il mio capo avrebbe letto i miei articoli con una certa prontezza, cosa che in effetti poi non si è verificata. E' costume nelle tesi di astrofisica usare come copertina una qualunque immagine di cielo stellato presa dal telescopio spaziale Hubble, ma io ci tenevo ad avere una foto mia, magari scattata durante uno dei viaggi fatti in questi anni di dottorato. E' stato così che ho pensato all'immagine qui sotto, in cui mescolo una foto scattata nel deserto di Atacama (Cile) e una a Mount Stromlo (Australia). Alla fine però l'ho scartata. La foto prescelta c'è chi l'ha già vista, e gli altri (casomai lo desiderassero) la vedranno sulla tesi.
Via Lattea australiana sopra la Valle de la Luna al tramonto.
(che poi la latitudine a San Pedro e a Stromlo è simile, perciò sta foto mica è così campata in aria!)


2 commenti: