domenica 6 settembre 2015

Pollenzo (CN)


In Italia c'e` un paese chiamato Pollenzo, o forse piu` di uno.
Quello che ho conosciuto e` in provincia di Cuneo, ma io ci sono arrivato in corriera da Torino Porta Susa, ci si mette circa un'oretta. Il viaggio l'ho fatto con altre trenta persone, tra i venti e i quarant'anni, di ogni genere, provenienza e percorso di studi, ma questa e` un'altra storia che raccontero` piu` avanti. Pollenzo, invece, di anni ne ha piu` di duemila, giacche` fu costruito dai Romani come punto di raccolta del vino che veniva prodotto nelle campagne circostanti e poi trasportato navigando sul Tanaro. Che si dice Tanaro, sdrucciola, non Tanaro, piana, casomai aveste il dubbio. In realta` lo si poteva pure immaginare, altrimenti non tornano gli accenti in Marzo 1821, Chi potra` della gemina Dora, della Bormida al Tanaro sposa, del Ticino e dell'Orba selvosa, scerner l'onde confuse nel Po
Le tracce romane si vedono nella disposizione delle case, che sono state costruite sopra le mura di un anfiteatro, all'interno del quale si trovano degli orti, attualmente incolti. A parte questo, cio` che rimane di Pollenzo sono edifici costruiti molto piu` tardi sotto i Savoia, e poi da essi acquistati e adibiti, ancora una volta, alla conservazione del vino, che, come nell'antichita`, era prodotto nelle Langhe circostanti. Barolo e Nebbiolo distano solo pochi chilometri. Non si sa poi se i sovrani sabaudi si siano mai fatti vedere da queste parti, ma le vie sono tutte intitolate a loro. Via Regina Margherita, piazza Vittorio Emanuele, via Carlo Alberto e via Discorrendo (accheridere).
I re di Pollenzo oggi sono il Movimento Slow Food e l'Universita` di Scienze Gastronomiche, che fin dalla sua fondazione si fregia del titolo di universita` per motivi noti solo al ministro dell'epoca, sua signoria Letizia Moratti, e forse al buon Dio, anche se dubito. All'UniSG c'e` un corso di laurea (triennale e magistrale) in filosofia dell'alimentazione, se non ho capito male, ma per chi vuole ci sono anche diversi corsi (altrimenti detti master) annuali o biennali in degustazione, cucina, marketing alimentare e altro ancora. Non ho capito bene che mestiere sia il gastronomo, ma apparentemente e` una qualifica richiestissima in Italia e all'estero, poiche` sono circa cinquecento gli studenti che ogni anno pagano i 14.000 euro dell'iscrizione.
Slow Food e UniSG sono, tecnicamente, due entita` separate, ma in pratica le lumachette simbolo della prima si vedono praticamente su tutte le pareti ovunque ci si volti, anche nelle aule della seconda, il che induce a pensare che le due non siano separate da un taglio non cosi` netto. Non sapevo molto di Slow Food, e nulla di UniSG, prima di arrivare qui, e tutt'ora ne so appena un poco di piu`, e cio` che ho appreso me li fa avere in odio profondo. Per il loro presentarsi in modo messianico e con chiari intenti di proselitismo. Ma anche questa e` un'altra storia e no, non vale la pena di essere raccontata.


1 commento:

  1. Su Wikipedia si legge che prima è nata Slow Food, associazione senza fine di lucro fondata da Petrini a Bra. L'associazione ha poi ha sua volta fondato l'Università di Scienze Gastronomiche, con la collaborazione delle Regioni Piemonte ed Emilia Romagna. L'Università ha due sedi, per ora : Bra (Pollenzo) e Colorno. Non dice a che posto si trovano nella classifica mondiale, ma penso vengano subito dopo Portogruaro.

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