lunedì 16 novembre 2015

Parigi.

Ho un po' di pudore a scriverne, perche` in questi giorni tutti si sentono in dovere di dire qualcosa, per lo piu` cose stupide o banali, e a me piacerebbe che questo spazio fosse riempito con cose magari stupide e magari banali ma quanto meno personali, non sull'onda del cordoglio collettivo che sta attraversando e attraversera` l'Europa ancora per qualche settimana. Eppure sono due giorni che mi e` difficile pensare ad altro, quindi alla fine ho deciso di scrivere qualcosa, se non altro per cercare di capire come mai questo orrore mi abbia colpito cosi` fortemente, mentre tutti gli altri quotidiani orrori scivolano via senza lasciare scorie, cosa che in effetti mi fa sentire in colpa.
La giustificazione che mi sono dato e` che in Boulevard Voltaire ci abitano due amici, e m'e` venuto un mezzo infarto sabato mattina quando ho letto le notizie, ma per fortuna loro non erano a Parigi. In realta` lo so che pero` questa e` una mezza scusa, la vera ragione per cui i fatti di questo venerdi` mi hanno sconvolto tanto dev'essere un'altra ma non la trovo.
L'unica cosa che ho capito e` che questo, a differenza di altri (da cui il senso di colpa), e` un orrore a cui non sono abituato. Quando qualche settimana fa e` caduto quell'aereo russo mi e` parso come se nessuno si voltasse indietro, primo perche` erano Russi, e si sa che i Russi son sempre sporchi e cattivi, secondo perche` venivano da Sharm, percio` erano sicuro ricconi maledetti, terzo perche` era un aereo, e di aerei abbattuti, scomparsi, precipitati o fatti precipitare ne abbiamo sentito parlare tanto, quindi stiamo diventanto impermeabili. Idem le bombe a Beirut dell'altro giorno, il Libano e` lontano e fa parte di un imprecisato medioriente dove si muore, punto. Come dire che si muore in Africa, o che in America non devi capitare al momento sbagliato nel posto sbagliato, sia esso un quartiere di Baltimora, una chiesa, un cinema o una scuola. E' un dato acquisito e non fa piu` impressione, se mai ne ha fatta.
Parigi invece e` il salotto di casa, quindi colpisce ancora. Questa e` la verita` e rendersene conto e` doloroso, perche` per un attimo bisogna ammettere che alcuni morti sono umani, altri no, semplicemente. Dopo un po' si riesce a tornare ad ignorare l'evidenza.
In tutto questo, mi stupisce che vengano attribuite ai terroristi grandi capacita` organizzative. Capisco che dire che erano degli sbandati equivale ad una confessione di incompetenza per non essere riusciti a fermarli. Pero` se ad Ancona un diciottenne qualsiasi si puo` procurare una pistola, non mi pare ci voglia uno stratega militare per noleggiare un'auto e sparare a caso in posti a caso a persone a caso. Mi sembra semmai un'ammissione di impotenza, come dire che il massimo che sono in grado di organizzare e` una vigliaccata, il massacro di persone ignare, inermi e indifese. Ma boh, io che ne so.
In ogni caso, mi fa riflettere quanto sia facile, evidentemente, procurarsi armi e quanto sia facile trovare persone abbastanza emarginate dalla societa` e disperate abbastanza da usarle senza pieta` ne` tentennamenti. A dimostrazione del fatto che la vita, anche qui, vale sempre di meno e pertanto anche noi, un po' alla volta, ci faremo prendere dall'assuefazione e queste cose non ci faranno piu` effetto. Allora, o forse gia` adesso, potremo serenamente smetterla di considerarci umani.

1 commento: