giovedì 17 agosto 2017

Prendiluna.

Abbiamo finito di leggere "Prendiluna", l'ultimo romanzo di Stefano Benni, con un'inusuale lettura collettiva come non accadeva dai tempi del Bar Sotto il Mare a Hinterbichl, che di certo all'autore farebbe piacere, sostenitore com'è dei momenti di ritrovo e condivisione.
Nel libro compaiono i topoi letterari classici: gli spiriti magici, gli dèi ambigui, gli eroi pazzi e stralunati, i razzisti incarogniti, gli immigrati pazienti, i jazzisti drogati che si trasformano quando suonano, i paesi tranquilli e la città opprimente, le profezie arcane e le avventure oniriche talvolta assurde talatra premonitrici.
Tutto insomma.
Bello, a tratti molto divertente, altre volte poetico, altre ancora familiare, che in senso dispregiativo potrebbe dirsi forse già letto altrove, ma qui si intende in senso positivo.
Con un finale aperto a più interpretazioni e che un po' dà da pensare, o forse semplicemente non sapeva come concludere e quindi l'ha lasciato nebuloso e sospeso, com'è più volte il caso nei romanzi di Benni.
L'impressione immediata è che sia il miglior libro di Benni da un po' di tempo a questa parte. Casomai qualcuno se lo stesse chiedendo, comunque, Saltatempo rimane di un'altra categoria.

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