lunedì 22 luglio 2019

Un compleanno.

La cosa peggiore dell'essere lontani è l'impotenza.
Poi ci sono cose talmente grandi che impotenti lo sono tutti, a meno di non essere onnipotenti, ma di questi, a detta degli esperti, ce n'è uno solo. Però magari se uno è vicino si può tenere impegnato e illudersi di stare almeno facendo qualcosa. Da lontano invece si può solo aspettare, aspettare e farsi dare le notizie, sperando che non ce ne siano, ché buone notizie è chiedere troppo. Ecco, allora si rimane lì a chiedersi cosa si sarebbe potuto fare di più e a rimuginare su cosa si sarebbe fatto se solo...
La cosa che manca quando si è lontani è la quotidianità, o la regolarità dei rapporti. Mancando, non la si può perdere. Perciò quando poi qualcuno se ne va, il vuoto che lascia uno lo sente meno e quindi fa più fatica ad elaborarlo. E allora finisce che, in particolari ricorrenze o in momenti qualsiasi, pensa a chi c'era come se ci fosse ancora. E poi niente, si ricorda invece che non è più così. E pesa tanto.


2 commenti:

  1. Caro Cug, non c'è giorno che non ci pensi, in molte delle azioni quotidiane c'è qualcosa che rimanda a esperienze ed aneddoti fatti assieme. ad esempio non posso che pensare alla zia quando metto il filtro della caffettiera facendo uscire l'acqua di troppo.. fregandomene che dovrebbe raggiungere la valvola (uno è ribelle sempre anche nelle piccole cose) .. così come quando bevo il sugo dell'insalata di pomodori rimasto ... (che non lo facevo mai ma mi ricorda nonna e lo faccio con gusto) ... la tristezza lascia sempre il passo al ricordo dei momenti felici passati assieme.

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  2. Non ti dico l'inquietudine che provo ogni volta che mi dondolo su una sedia! Mi guardo alle spalle per essere sicuro che la nonna non veda!

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