lunedì 19 aprile 2010

Cibo si è fermato ad Amsterdam

Qui in Olanda questo fine settimana il tempo era davvero eccezionale.
Ieri, non una nuvola in cielo. Oggi, appena un po' di foschia, giusto per non strafare.
In ogni caso, nemmeno la scia di un aereo, perché Schiphol continua ad essere chiuso al traffico, sebbene la KLM abbia fatto oggi alcuni test di volo per vedere come vanno le cose, e se sarà possibile ricominciare timidamente a rimettersi in moto nei prossimi giorni.
L'aria non è calda, e tira una brezza piuttosto gelidina, ma al sole si sta bene anche senza giacca.
Approfittando del tempo mite, ieri la colonia di fisici triestini in Olanda, arricchita di due ospiti (Eugenia e Michele) si è spostata ad Amsterdam.

La città è molto bella, e vista sotto i vividi raggi del sole anziché nella diafana luce del lungo autunninverno olandese faceva un'impressione ancora migliore.
La nostra gita è cominciata al mercato delle pulci, dove la Anna era alla ricerca di qualche vestito bello e orrendo da indossare al matrimonio di suo fratello. Alla fine non è riuscita a trovare niente che facesse al caso suo, sebbene non sia andata via a mani vuote ma con una borsettina in pelle molto carina. Ma se si vuole immergersi in un bagno di vestiti dal gusto pessimo e chincaglieria inguardabile, il mercato di Amsterdam è uno dei luoghi più indicati al mondo.

Dopo aver mangiato qualche paninetto, abbiamo continuato il nostro giro attraverso la città e ci siamo diretti verso la Oude Kerk, la chiesa vecchia. Per far questo, abbiamo dovuto percorrere una delle strade che delimita il quartiere a luci rosse, e perciò per la prima volta ho visto queste famose donne in vetrina di cui tanto si parla. Per la cronaca, sappiate che alle 3 del pomeriggio dev'essere il turno delle taglie forti.
Tra l'altro, io tenevo nella mia mano la macchinetta fotografica, visto che poco prima avevamo attraversato un canale che mi era sembrato pittoresco e che avevo voluto fotografare. Bene, le signorine devono aver equivocato, pensando che fossi pronto a fotografare loro, ed hanno iniziato a gridarmi di tutto da dentro le vetrine!! Più tardi mi è venuto il dubbio che, siccome era piena di gente la strada, magari non ce l'avevano con me... comunque sia, è stata un momento davvero terribile!
La Oude Kerk non è tenuta benissimo, diversamente sarebbe molto bella.
Via di là abbiamo continuato a passeggiare per le strade, attraversando e costeggiando canali su canali, sotto un incredibile cielo blu e con le case colorate che si specchiavano nell'acqua. Non siamo entrati nemmeno in un museo, perché la giornata è troppo inspiegabilmente serena per "sprecarla" rimanendo al chiuso. Ci siamo poi fermati a mangiare un wafel belga in un localino di una catena americana gestito da ragazzi mediorentali, ma questa babele non ha impedito che fosse di eccellente e ipercalorica bontà.
E poi via di nuovo, perdendoci tra il mercato ortofrutticolo e quello dei fiori, e ancora ponti, canali, biciclette, tram, e folla in movimento, fino all'ora di cena. Le nostre soste, in pratica, sono state scandite dai pasti che volevamo fare. Grazie a un colpo di fortuna, o all'intuito femminile delle donne capogita, siamo capitati a mangiare in un ristorante davvero molto carino, in centro ma su un canale un po' secondario. Abbiamo mangiato bene, ed era cibo olandese. Queste due affermazioni sembrano antitetiche, me ne rendo conto, ma invece è così.
Apparentemente, in Olanda, il Cibo si è fermato ad Amsterdam.
Il primo momento in cui avevamo avuto questa impressione era stato al mercato ortofrutticolo, ed è stata confermata a tavola la sera. Abbiamo mangiato maiale e agnello, ed era veramente buono! D'altronde, si dice che Utrecht sia la città più olandese d'Olanda, perciò forse è quello il problema di fondo...

A questo punto erano passate le nove, financo sulla nordica Amsterdam ha iniziato a calare il buio e con esso un considerevole freddo cane, il quartiere a luci rosse ha iniziato a popolarsi sempre più di avventori e sempre meno di turisti curiosi come noi, sebbene ci fosse pure un'agguerrita comitiva di trecento vecchietti (uomini e donne) che approfittava del buio per godersi l'atmosfera (alquanto squallida e mortificante, a dire il vero) della zona, e dunque i tempi erano maturi per dirigersi verso la stazione e tornare a casa.
In definitiva, è stata una giornata molto bella, che ha lasciato il desiderio di ritornare.

2 commenti:

  1. Belle foto. Simili a quelle che ho fatto anch'io nell'estate del 2003, la più calda del terzo. Amsterdam è molto fotogenica.

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  2. Mmm... che voglia di Wok to Walk (o era Walk to Wok)? Gnam!!! E guarda che rischiavi l'arresto con la macchina fotografica nel quartiere a luci rosse :P scusa, era da un sacco che non capitavo sul tuo blog! Ora spammerò qua e là =) voglio vedere le foto dei fiori quando vengono fuori :P
    Baci!!!

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