giovedì 21 novembre 2013

I profumi d'Olanda

Tornare a scrivere dopo un prolungato silenzio richiede un argomento eccezionale. Oggi, proprio non potevo esimermi. Arrivato all'universita`, c'e` tutto l'edificio che puzza di cacca. Non di letame ovino o bovino o equino. Proprio odore umano, e fortissimo, quasi insostenibile. Per fortuna in ufficio posso chiudere la porta e lasciarlo fuori, ma nei corridoi aleggia dappertutto.
Facile, si dira`, e` esploso un cesso, non sarebbe la prima volta. Quella precedente, tra l'altro, l'ho trovato io, appena esploso, e non e` stato divertente. Invece no, nei bagni, che hanno le porte chiuse, l'odore non c'e`. Ne` al secondo ne` al terzo piano.
Mistero.
Sicche`, andando in mensa perche` oggi ho dimenticato il pranzo a casa, e cercando di resistere ai conati lungo la strada, che ti scopro? Che l'odore proviene piu` forte che mai proprio dalle cucine. Davvero!
Cosi`, oggi solo frutta per me. Che quella non delude mai. E' di plastica.

2 commenti:

  1. Questo mi ricorda una vecchia storiella raccontatami dal mio compagno Giancarlo M., alle elementari, di quel geniale inventore che, durante il periodo fascista, quando a causa delle sanzioni si doveva rinunciare a certi generi alimentari di importazione e sostituirli con surrogati (tipo saccarina al posto di zucchero o miscela di carrube invece di caffé) diceva di avere scoperto un metodo per produrre un surrogato del burro mediante la lavorazione e trasformazione della m. Una commissione di gerarchi si presenta allo stabilimento dove vengono sfornati i primi pacchetti del nuovo burro e, dopo averne aperto uno per assaggio, si ritrae inorridita esclamando "Ma questa è m.!" e l'inventore replica allargando le braccia "D'accordo, manca ancora l'odore e il sapore, ma guardate come si spalma bene sul pane!"

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