giovedì 31 ottobre 2013

Van Gogh



Al quarto anno d'Olanda era giunto il momento di andare al museo Van Gogh di Amsterdam. Non c'ero mai stato prima. Il digiuno è stato interrotto sabato scorso, n'è valsa la pena perché è davvero bello. Forse mi è piaciuto ancora di più perché le mie aspettative non erano molto alte, diverse persone in passato mi avevano detto di essere rimaste deluse perché non c'erano molti dei quadri famosi, o perché alcune sezioni erano chiuse. A me è andata bene, tutto quello che c'era da vedere era visitabile, e se ci fosse stato dell'altro forse sarebbe stato troppo, che anche così son rimasto dentro più di tre ore, un piccolo record per chi come me non ha mai amato molto i musei. Unica lamentela che mi sento di fare è che il museo è molto buio e i quadri sono difficili da vedere. Forse perché il colore usato da Van Gogh è, pare, molto sensibile alla luce e già molti dipinti appaiono oggi molto diversi da com'erano in origine. Amen. Caso ha voluto che sabato fosse una giornata di sole e vento, e la luce del giorno fosse come quella di un quadro. Perciò all'uscita, un po' rintronato per le ore passate al chiuso a schivare turisti italiani e stranieri che si piazzano sistematicamente tra te e il quadro che stai guardando, è stato altrettanto bello rigenerarsi all'aria fresca e sotto i raggi rosso e oro del sole. Ultimo giorno, per quest'anno, in cui sarà possibile passeggiare alla luce dopo le cinque di pomeriggio. Da qui a marzo, il tramonto a quell'ora sarà già arrivato.

Cielo azzurro, foglie gialle, nuvole multicolore.

Foglie. E un piede.

Incrocio di canali.

Keizergracht.
Con la mia macchinetta, i colori originali fanno la fine di quelli di Van Gogh.



3 commenti:

  1. Carletto, saran secoli che non ci sentiamo. Quando ripassi nella città natia o vieni a trovarmi a Bologna?

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  2. Speriamo! In realtà io se va bene sono a Trieste solo dal 23 al 25 e dal 3 al 6.

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