lunedì 28 ottobre 2013

Vento.

Normalmente mi piace, il vento. Scompiglia i capelli e lava la faccia. Porta via i pensieri insieme ai cappelli. In bicicletta, se l'hai alle spalle ti spinge fino a Rotterdam senza che neanche te ne accorgi. Se ce l'hai di fronte, è come una tappa sulle Alpi con l'arrivo in salita, a volte ti blocca che non avanzi d'un metro, anzi lotti per non indietreggiare. Impari chi è che comanda. In un Paese come l'Olanda, non c'è niente che faccia da barriera, e in mezzo alle case si creano turbini impazziti che non sapresti dire da dove soffia e verso dove. In questo autunno strano, a tratti caldo da stare in maglietta a tratti freddo da indossare il piumino, il vento è arrivato sabato in sordina ed è andato crescendo fino a oggi. Sabato sera il nostro alberello aveva ancora tutte le sue foglie, gialle e arancioni data la stagione. Domenica mattina non ne era rimasta su nemmeno una. Oggi ci sono stati molti danni in giro per il Paese, prevalentemente a ovest lungo la costa. Alberi divelti hanno bloccato le rotaie dei treni, affondato una casa-barca lungo un canale ad Amsterdam e, anche, accoppato due persone. Qua nell'entroterra i problemi sono stati minori, giusto qualche disagio per i pendolari. Pedalando guardingo, con il vento che ogni tanto mi sballotta di qua e di là, penso che, nonostante tutto, a me piace, il vento.

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