mercoledì 6 gennaio 2016

Viaggio a Cuba - Prologo.

Diverse persone prima di partire mi avevano chiesto "perche` proprio Cuba?" ed io ero spiazzato, perche` se vai in pizzeria di solito non ti domandano "perche` proprio la prosciutto e funghi?". Cionostante una spiegazione ce l'avevo e con la pratica ho imparato a ripeterla senza tentennamenti. Volevo vedere che aspetto ha un Paese che ha fatto la rivoluzione. Sono stato in Francia, ma li` sono passati piu` di duecento anni, e anche se quella e` La Rivoluzione per eccellenza, erano pur sempre altri tempi e da allora sotto, e sopra, i ponti e` passata tanta di quell'acqua che si e` potuto lavare via molto dello spirito di quelle conquiste. Sono stato in Cile, dove hanno tentato una rivoluzione pacifica e si sono trovati con una restaurazione violenta, per via della loro posizione troppo lontano da Dio e troppo vicino agli Stati Uniti.

L'urgenza di visitare Cuba "proprio adesso", ma c'e` un tempo giusto per andarci?, deriva dall'improvvisa accelerata nel riallacciamento dei rapporti con gli USA, preludio di grandi cambiamenti che la porteranno, forse, ad essere normalizzata al modo di vivere che noi riteniamo corretto, perche` non siamo capaci di immaginarne uno diverso. E non essendone capace volevo sperimentarlo anche solo per qualche giorno, questo diverso modo di vivere, prima che, come un mio amico ha efficacemente riassunto, il lungomare sia trasformato in una distesa di McDonald's.

Cuba ha un posto nella mia curiosita` gia` da molto tempo, per l'esattezza dal 1997 quando ho per la prima volta letto la storia di Ernesto Che Guevara, "l'ultimo eroe" come lo presentava l'articolo di Sette, inserto del Corriere, per ricordarlo a trent'anni dalla morte. Considerata la fonte e la ricorrenza, l'articolo chiaramente era elegiaco, privo di contesto, gli Stati Uniti erano completamente estranei ai fatti cubani e sudamericani, il Che un don Quijote latinoamericano con in mente, e nello sguardo immortalato da Korda, un mondo migliore ideale e irraggiungibile. Ma avevo tredici anni, e tanto mi basto`.

Mi sono tenuto la curiosita` per quasi vent'anni, poi il coraggio e il desiderio di partire hanno finalmente preso il sopravvento, complici anche la disponibilita` economica e di una compagna di viaggio. Per prepararmi, e forse per timore di ritrovarmi come un idiota ad esaltare acriticamente un Paese e la sua societa` senza veramente capirne i sacrifici e le difficolta`, ho letto una serie di libri di autori disillusi e delusi dal fallimento dell'utopia rivoluzionaria. Per bilanciare, ho anche letto "Le vene aperte dell'America Latina", per non dimenticarsi come l'alternativa alla rivoluzione non sia necessariamente migliore. Un libro che consiglio a chiunque a volte si interroghi sulle cause della diversa qualita` della vita in Europa e in Paraguay.

Alla partenza, le mie speranze erano di saper guardare senza giudicare, di imparare qualcosa, e di non mettermi nei guai (di qualunque genere).

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