martedì 13 settembre 2016

E insomma...

... sono tornato a casa, gia` da dieci giorni ormai, e cosa mi porto dietro da questa lunga estate di viaggi? Mah. Riguardo alla California ho sentimenti contrastanti. Forse il bardo non aveva tutti i torti, sebbene oh!, non e` che voglio dire male a prescindere. In California ci sono posti davvero bellissimi, che documentero` con dovizia fotografica dopo aver un po' ripulito tra le milleduecento istantanee scattate in tre settimane.
Pero` ecco, lo dico qui una volta per tutte cosi` poi si lascia spazio alle cose belle, non e` normale un posto dove in strada si incontrano piu` barboni e gente rovinata che passanti. Ero curioso di vedere questo Paese che finora conoscevo solo attraverso i film, le canzoni e i miei pregiudizi. Per immedersimarsi meglio nelle vite raccontate da Springsteen abbiamo macinato migliaia di chilometri a bordo di una Chevy (ma non del '69 e senza corse clandestine) attraverso boschi, praterie, deserti, stazioni di servizio, paesi fatiscenti, parchi e citta`. In tutto questo spostarsi ovviamente non e` stato possibile andare in profondita`, perche` per quello bisogna fermarsi e stare a guardare, pero` un'idea non me la levo dalla testa ed e` che i cosiddetti perdenti di quelle canzoni non sono l'ultimo anello della societa` nordamericana. Ci sono e li abbiamo visti, i vari Johnny, Bobby, Jack, Mary, Wendy, con la loro esistenza dura e tutto il resto, ma loro sono comunque un paio di gradini sopra tutti gli altri, quelli che non esistono.
Persone, giovani e vecchi, uomini e donne, che vivono come animali randagi in strada, di cosa non si sa, aspettando cosa non si sa. Forse una seconda chance, quella che la societa`, per metterti pressione addosso, ti comunica che non ci sara`, ma nelle storie di redenzione che finiscono a Hollywood invece arriva.
Ma finche` non arriva, e fa cambiare tutto, loro stanno li` a parlare da soli, o a urlare, o semplicemente a non fare niente, nei loro stracci, in mezzo alla strada, dappertutto, per lo meno a San Francisco. Ogni tanto li fanno sloggiare da una parte, e allora si spostano da un'altra, senza che sia comprensibile cosa li tenga ancora attaccati alla vita. Ma sono trasparenti, perche` gli altri, i vincenti, ma anche gli sconfitti che ancora tengono duro, loro no che non possono sopravvivere a lungo guardando quei loro simili ridotti ad animali, perche` impazzirebbero, perche` non c'e` niente di umano nel far parte di una societa` che riduce una parte di se stessa in quello stato. E allora se li vedi e non fai niente sei complice, percio` devi fare qualcosa, pero` cosa si puo` fare? Quindi e` meglio non vederli affatto, se si vuole preservare la sanita` mentale.
Ecco a me di San Francisco, della California, ha colpito questo.
Mi ricapitera` forse di tornare negli Stati Uniti, ma ho imparato che non potrei mai rimanerci a lungo, perche` altrimenti dovrei fare i conti con questa scelta: impedirsi di vedere o impazzire.
Viene da chiedersi quale delle due sia l'opzione piu` disumana.

Per la cronaca, lui e` uno ancora messo abbastanza bene.

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