martedì 31 marzo 2020

Post brutto.

Questo è il genere di cose che non mi va di scrivere qua, perché mi metto nei panni di chi lo legge e mi annoio da solo. E però l'isolamento rende temerari, forse. E quindi ecco qua. Sarà il crepuscolo o il buio prima dell'alba?




Caro Stato Italiano,

Comincia per me la quarta settimana di smaruorchin e ti dirò la verità, comincio a dare segni di cedimento. Ad esempio, ho perso il senso del tempo (credevo fossimo alla terza settimana, ho dovuto controllare sul calendario per accorgermi che sbagliavo) e ieri mi sono sorpreso a rimpiangere il sampietrino sotto la bici, che in tempi normali considero piacevole quanto stare seduto su un martello pneumatico in azione. Scherzi a parte: so benissimo di essere fortunato ad avercelo ancora, un lavoro. Fortunatissimo sono pure a lavorare in un’azienda dove c’è tanta attenzione gli uni per gli altri e a far sì che non ci si senta isolati.
Però questa fortuna non riesco a godermela, perché a vedere il deserto in strada mi prende una grande tristezza. Penso ai commercianti che tengono chiuso, ai liberi professionisti che non possono esercitare e mi chiedo: che ne sarà di loro, delle loro famiglie? Gli affitti per le loro botteghe, gli stipendi dei loro dipendenti (se ne hanno), le quote per i loro fornitori, chi le pagherà? Perché, caro Stato, quelle sono cose che si pagano in anticipo, gli zii librai qualcosa mi hanno insegnato. Ma se queste cose si pagano in anticipo, e a marzo non si è fatto incasso, i soldi da anticipare chi li mette? E se uno non ha niente da anticipare che fa, abbassa la saracinesca per sempre? E se lo fa, che ne è dei commercianti, dei liberi professionisti, dei loro dipendenti e dei loro fornitori? Ecco, a me questa cosa tiene sveglio la notte, caro Stato.
Per questo mi permetto di rivolgermi a Te, perché anche se non siamo sempre d’accordo su tutto, so che Tu puoi fare tanto e se sono tornato a vivere a casa tua è anche per questo. Tu adesso devi fare qualcosa, caro Stato, è il tuo momento, è quando ti prendi cura dei tuoi cittadini e dimostri che ci sei e non li lascerai per strada a mendicare. Perché un commerciante, una libreria, un negozio di cornici, un caffé, un ristorante, uno studio videofotografico, dentistico, un centro di fisioterapia, una scuola di musica o di lingue, non sono solo un commerciante, una libreria, un negozio di cornici, un caffé, una libreria, un negozio di cornici, un caffé, un ristorante, uno studio videofotografico, dentistico, un centro di fisioterapia, una scuola di musica e di lingue. Sono anelli di una comunità e se si spezzano, la comunità svanisce. E hai voglia, poi, fare gli appelli a resistere e a prendersi cura gli uni degli altri.
Persa la comunità rimane solo l’individuo e la sua lotta per sopravvivere. L’abbiamo provata, questa forma di società. Si chiama giungla.
Per evitare di ritornarci, caro Stato, queste persone hanno bisogno del tuo aiuto adesso, non domani, non fra quattordici giorni, ma proprio ora, ieri. Hanno bisogno di Te, della tua garanzia, hanno bisogno che Tu dica “da adesso avete 1500€ a testa al mese (o quanto serve) fino a fine epidemia”, e fiat lux! E basta con l'elemosina dei ricchi spacciata per buon cuore. Dai su, è umiliante. Lo Stato sei Tu, se vogliono dare una mano è da Te che devono venire e sei Tu che devi decidere cosa farne, esisti per questo. Altrimenti, meglio farne a meno. E basta discorsi di dove li vai a prendere i soldi, basta! Sei lo Stato, se dici che le figurine Panini valgono per i pagamenti, d'improvviso le figurine Panini valgono per i pagamenti! E' sempre stato così, è quello che distingue il Re dai suoi vassalli: il Re può battere moneta, se vuole. 
In questo momento, per saldare i debiti e mettere qualcosa in tavola stasera alcuni tuoi cittadini hanno bisogno di Te. Ne abbiamo bisogno tutti, perché se va a gambe all’aria un pezzo di società, poi a catena toccherà a un altro, e poi a un altro e prima o dopo non ci salviamo nemmeno noi, noi smaruorchers che magari ci crediamo al sicuro. E non ti salvi nemmeno Tu.

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