Nelle ultime settimane anche al lavoro non si è fatto altro che parlare di coronavirus. Ogni giorno le varie posizioni si dispiegavano sul tavolo da pranzo. Chi prudente, chi spaventato, chi attendista. Col passare del tempo le posizioni si sono scambiate, ricomposte, elaborate. Alla fine, oggi, sulla spinta di alcuni colleghi, c'è stata la presa di posizione ufficiale della dirigenza, che è stata semplicemente di seguire le direttive del Governo per quel che riguarda che fare e dove andare. Perché per conto dell'azienda i dipendenti viaggiano parecchio, a volte in zone che ora sono considerate a rischio, a volta in Paesi dove non siamo più ammessi ad entrare in quanto residenti in Italia.
La questione sarebbe in qualche modo comica se non fosse anche molto seria. Viviamo di consulenze e di progetti internazionali, se ci cancellano le consulenze e i viaggi le nostre entrate si asciugano e possiamo chiudere baracca. Come noi, tante altre aziende che non hanno accesso a componenti o devono annullare viaggi e commesse. Hanno voluto che l'Italia puntasse solo sull'export annientando il mercato interno, ora se il mercato estero chiude il rubinetto ci sarà chi deve pagare il conto. Questo per non parlare del turismo. Se a me può pure far piacere che Roma per un po' torni ad essere qualcosa di più che un parco a tema per turisti è pure vero che con gli hotel vuoti, non c'è lavoro neanche per chi rifornisce gli hotel. E se non lavora chi rifornisce gli hotel (e i ristoranti, e...) quanta gente resta a piedi?
In tutto questo, i Romani non possono esimersi dall'avere l'ultima battuta. Perciò se qualcuno tossisce in pubblico, trova sempre qualcun'altro pronto a dire "Eccalallà". Loro sono così, nulla li può scalfire. Nel bene e nel male.
E intanto la primavera fa capolino. Speriamo che porti qualche buona notizia.
La questione sarebbe in qualche modo comica se non fosse anche molto seria. Viviamo di consulenze e di progetti internazionali, se ci cancellano le consulenze e i viaggi le nostre entrate si asciugano e possiamo chiudere baracca. Come noi, tante altre aziende che non hanno accesso a componenti o devono annullare viaggi e commesse. Hanno voluto che l'Italia puntasse solo sull'export annientando il mercato interno, ora se il mercato estero chiude il rubinetto ci sarà chi deve pagare il conto. Questo per non parlare del turismo. Se a me può pure far piacere che Roma per un po' torni ad essere qualcosa di più che un parco a tema per turisti è pure vero che con gli hotel vuoti, non c'è lavoro neanche per chi rifornisce gli hotel. E se non lavora chi rifornisce gli hotel (e i ristoranti, e...) quanta gente resta a piedi?
In tutto questo, i Romani non possono esimersi dall'avere l'ultima battuta. Perciò se qualcuno tossisce in pubblico, trova sempre qualcun'altro pronto a dire "Eccalallà". Loro sono così, nulla li può scalfire. Nel bene e nel male.
E intanto la primavera fa capolino. Speriamo che porti qualche buona notizia.
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| La mimosa condominiale. |
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| Porta Pia Scioccamente, ma mi emoziono sempre un po' a passarci davanti (anche se la breccia è cento metri più in là) |
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| piazza Buenos Aires |



Tranquillo, in Sfizzera è uguale (il rubinetto). Con la differenza che la classe dirigente in carica è meno obnubilata, però.
RispondiEliminaEh ma Salvini...