C'era una volta il Paese dei Balocchi.
Quivi vivevano Balocchi di Pezza, di Legno, di Piombo, di Stoffa, di Plastica e chi piu' ne ha piu' ne metta. Il Paese dei Balocchi era organizzato in un modo estremamente bizzarro: sebbene ovunque ci fossero Balocchi, ciononostante essi vivevano divisi in gruppi diversi, a seconda della regione nella quale si trovavano. A volte i Balocchi di regioni limitrofe si facevano guerra con i cannoncini dei Lego, e a volte arrivava qualcuno con i cannoncini di piombo e di solito vinceva, ma non sempre perche' magari finiva le munizioni. A volte cio' accadeva anche tra Balocchi di regioni molto distanti le une dalle altre, e dopo un po' tutti erano li' a chiedersi il perche' darsi tanta briga di fare la guerra con qualcuno cosi' lontano.
Cosi' era stato da sempre, e nessuno metteva in dubbio che potesse essere differente, a parte qualche Balocco un po' visionario, che a volte vagheggiava un Paese dei Balocchi senza divisioni, regioni e religioni. Ma erano piu' che altro casi isolati. Molte delle citta' del Paese dei Balocchi si affacciavano sul Gran Mare, e ciascuna era governata dal suo sovrano, il quale sovente aveva totale potere illimitato su tutto. Giacche', come e' noto, il povero vuol diventare ricco, il ricco vuol essere re, e il re non e' contento finche' non regna su ogni cosa, attorno al sovrano spesso si raccoglievano gruppi di Balocchi un po' biechi, che avevano perso con il tempo la loro gioia balocca per dedicarsi invece ad inseguire altro: chi il potere, chi le banconote del Monopoli, chi entrambe le cose. I Balocchi Biechi osannavano il sovrano (ciascuno nella sua citta', e in alcune citta' piu' che in altre) ed egli li ricompensava concedendo loro un poca della sua grazia. Ed essi, che pure avrebbero fatto carte false pur di essere al posto del sovrano, tuttavia si contendevano aspramente questo poco di umiliante grazia, e avrebbero venduto la loro Madre Balocco pur di ottenerla. In particolare in una delle citta' dei Balocchi il sovrano era Schifidor, un vecchio rospo slime, che a furia di mangiare vermi e rotolarsi negli stagni infangati era diventato rugoso e lercio da far vomitare. Sapendo che Schifidor aveva una particolare predilezione per le Barbie, i Balocchi Biechi assecondavano questa sua passione procurandogliene a volonta', come se le Barbie fossero state suppellettili e non Balocchi come gli altri. C'e' da dire che anche le Barbie, a volte, ci mettevano del loro perche' bramavano i vestiti di Barbie Principessa, i gioelli di Barbie Regina, e anche avere il vecchio Schifidor alla loro merce', pronto a soddisfare ogni loro capriccio pur di godere delle loro grazie, proprio lui che era un sovrano, anche questo a loro piaceva molto. Poco importava se stavano trasformandosi inesorabilmente in Barbie Zoccola, l'antitesi di Barbie Principessa. E a ben vedere, e' difficile distinguere se fosse il sovrano in mano loro, o loro in mano sua. Fatto sta che in quella citta', cosi' come in tutto il Paese dei Balocchi, nessuno si turbava per queste cose, perche' era sempre stato cosi' e tale sempre sarebbe rimasto.
C'erano Balocchi giovani che sognavano un Paese dei Balocchi diverso, e a volte si chiedevano cosa mai avrebbero potuto fare per mutarlo, ma di solito venivano schiacciati dall'inamovibilita' del Paese, e non cambio' mai nulla per tanto tanto tempo.
Poi un giorno, e nessuno seppe dire se accadde d'improvviso o se il processo era gia' in atto da tempo come un sotterraneo vulcano giocattolo che esplode senza che te l'aspetti, qualcuno decise che cosi' non poteva andare. Fu una Bambola di una citta' sul Gran Mare, che parlo' con altre Bambole, che parlarono con altri giocattoli, e tutti si dissero d'accordo sul fatto che non era mica poi cosi' normale che il sovrano fosse ricco sfondato e potente, mentre loro non morivano di fame solo perche' i Balocchi non hanno necessita' alimentari, ma se le avessero avute sarebbero morti di fame tutti come umani qualsiasi. E allora scesero nella piazza della loro citta', e gridarono le loro ragioni. Il sovrano cerco' di scacciarli, e mando' anche i soldatini a disperdere la folla, ma la folla torno' il giorno dopo piu' numerosa di prima, e il giorno dopo ancora, e quello dopo, e ogni volta era sempre piu' numerosa, piu' emozionata, piu' convinta, e negli occhi di quei Balocchi si leggeva un coraggio che nessuno aveva mai conosciuto, e una gioia e una passione che il sovrano non pensava potessero esistere. E mentre questo succedeva, nelle altre citta' affacciate sul Gran Mare altri Balocchi, spesso convinti da altre Bambole, scesero in piazza, e gridavano e cantavano e saltavano e ballavano e piu' lo facevano piu' altri Balocchi si sentivano desiderosi di unirsi. Certo, qualcuno si fece male, perche' in quella baloccosa calca forse era inevitabile che succedesse, ma in generale cio' che piu' colpiva era la speranza dei Balocchi, la speranza che l'Ordine Immutabile potesse cambiare.
La citta' di Schifidor, che sonnecchiava pigra e sazia come sempre, inizialmente fu immune a questo elettrizzante entusiasmo. Schifidor continuava a ricevere le sue Bieche Barbie, a dispensare favori e a fare affari con i Biechi Balocchi. L'inerzia della citta' sembrava tale da poter essere eretta ad emblema e vessillo di quell'Ordine Immutabile che altrove, sulle sponde del Gran Mare, si stava crepando. Ma poi anche in quella citta' qualcosa accadde, e fu ancora una volta merito delle Bambole. Nella storia della citta', tanti Balocchi di ogni tipo avevano dato esempio di rettitudine e coraggio, ma sebbene esaltati come eroi, la loro memoria giaceva intrappolata nelle targhe e nei simulacri, e non era sufficiente a infondere la forza necessaria a smuovere le acque. Poi un giorno una Bambola di Pezza volle resistere a un sopruso, e cosi' fecero anche due Micro Machines che denunciarono la cattiva condotta di altri Biechi Balocchi che volevano favorire Schifidor. E una Pigotta dalla chioma rossa inizio' a indagare, e dimostro' cio' che sapevano tutti, cioe' che Schifidor marameldaggiava e si circondava di Barbie Zoccole. Nonostante cio', molti Biechi Balocchi trovarono mille assurde interpetazioni per giustificare il loro sovrano (giacche' la loro fortuna era indissolubilmente legata alla sua), e tentarono di opporsi alla Pigotta e tutti quelli che non erano proni al volere di Schifidor. Ma oramai la marea stava montando, e da un giorno all'altro Bambole, Pigotte, e anche tante Barbie oneste e di buon cuore scesero in strada a gridare il loro sdegno. E con loro c'erano tutti i Balocchi stufi, e tutti quelli che speravano in un cambiamento. Nessuno aveva chiaro cosa sarebbe accaduto dopo, ognuno aveva idee diverse circa cosa fosse giusto o sbagliato, ma tutti avevano chiara una cosa: era ora di farla finita.
E poi cosa accadde?, chiederete a questo punto.
Ahime', non si sa. Da tempo non giungono piu' notizie ne' da quella citta', ne' dal Paese dei Balocchi. Per esperienza, e' noto che i Balocchi sono facili agli entusiasmi ma spesso non sono costanti nelle loro convinzioni, e percio' dopo un po', se gli si da' qualche nuovo gioco, si distraggono e smettono di lottare. Per esperienza si sa anche che, deposto un sovrano, se ne mette su un altro; e tutto resta come prima sebbene tutto sia cambiato.
L'ultima immagine che e' pervenuta dal Paese dei Balocchi, comparsa nell'aria e poi svanita come un sogno, sono gli occhi di una Bambola. Una Bambola che e' tutte le Bambole, tutte le Barbie, tutti i Soldatini, tutti i Lego, tutti gli Animali di Pezza, tutte le Automobiline, insomma tutti i Balocchi del Paese dei Balocchi.
Questi occhi luminosi e profondi, pur fugacemente apparsi, hanno scolpito nella memoria la dignita' balocca, l'entusiasmo, l'incertezza, il coraggio, la fragilita', l'ardore, la gioia, la serenita', la paura, la speranza, la passione, la fresca ventata di liberta' di coloro che hanno saputo mettere in dubbio l'Ordine Immutabile e forse (ma questo non possiamo dirlo) hanno saputo cambiarlo per sempre.
Ecco lo sapevo... prima o poi il grigio tempo olandese ti avrebbe spinto verso l'allucinato mondo della droga. Esci dal tunnel prima che sia troppo tardi!
RispondiElimina-D.
Come sei arido.
RispondiEliminaEfficace, universale, sento attivare tutti i lobi del cervello e la persona intera. Magari i nostri comunicatori di professione sapessero esprimere e trasmettere contenuti in questo modo!.
RispondiElimina:)Zmat