martedì 5 aprile 2011

Cani randagi pigri al sole.


Domenica sono andato a fare quattro passi in centro. Da casa al Duomo, e ritorno. La citta' era quasi deserta, perche' era ora di cena, cioe' le sei-sei e mezza. Camminando e lasciando volare l'immaginazione, non ho potuto non ripensare alle passeggiate attraverso Valparaiso, e confrontare il quieto ordine neerlandese con il confuso formicolare cileno. Apollineo e dionisiaco giustapposti.
La piatta Utrecht, l'erta Valparaiso.
Camminando, mi portavo dietro un po' del colore cileno nei pantaloni
che indossavo, comprati a San Pedro de Atacama, e pensavo a tutti i vantaggi che la vita in Olanda comporta. La paga sconsideratamente alta, le piste ciclabili sicure, la facilita' di ottenere ogni cosa, l'organizzazione a volte ossessiva per noi, ma cosi' utile quando si tratta di sapere cosa bisogna fare, quando e in che modo. Tutto cosi' diverso dal Cile dove i pali dell'elettricità traboccanti di cavi che si intersecano e si dipartono in mille direzioni riflettono l'arte dell'arrangiarsi in cui le persone sono di certo diventate maestre. Dove le bici ci sono, ma devono guadagnarsi ogni centimetro di spazio in mezzo al traffico impazzito. Dove ai caselli autostradali trovi pedoni che vendono bizzarre mercanzie, e ai semafori ci sono giocolieri che si esibiscono tra un verde e l'altro e poi passano tra le macchine a riscuotere un obolo.

Il pezzetto di Cile che ho visto e' popolato da innumerevoli cani randagi, che vivono docilmente per strada spulciandosi, giocando tra di loro, oziando al sole e talvolta accompagnando i turisti nelle loro passeggiate. Pur essendo inevitabilmente sporchi, non sono affatto disordinati o arruffati, spelacchiati o menomati, e nella loro pacata dolcezza è insita la tranquilla dignità di chi sa che un pasto, in qualche modo, lo rimedia, ed ottenuto quello non c'è molto altro di cui sia necessario preoccuparsi.
In questo senso, mi ricordano un po' le persone che ho incontrato a Valparaiso. Viña del Mar non è una città vera e propria, tanto è grande il rapporto tra numero di turisti e numero di abitanti, ma Valparaiso invece ha una sua anima molto forte, che ti parla dal primo istante in cui la vedi.
I suoi vicoli erti e polverosi mi ricordano un po' le poesie con cui Saba ritraeva la Trieste di un secolo fa, e non vedo l'ora di comprare un libro di Neruda per potervi ritrovare, ne sono certo, le immagini e le sensazioni di questo incredibile Paese.
Le case di Valparaiso, così decrepite ed ostinatamente attaccate ai sette colli che si affacciano sulla baia, sembrano lottare ogni secondo per non cedere e schiantarsi, e sembrano ad ogni istante essere sul punto di farlo. Un po' come le persone, che sono certamente povere per la maggior parte, lo si capisce dalla sporcizia, dalle infinite buche delle strade, dai muri malandati. Povere, eppure piene di gioiosa vitalità, che si riflette nei loro sorrisi genuini e nei loro vestiti allegramente colorati.
Nei disegni e nei mille vivaci colori che tinteggiano i muri delle case si legge la serenità di chi non ha la minima intenzione di rassegnarsi e di lasciarsi andare, di chi anzi vive la propria povertà con dignità e fierezza.
In Olanda, dove la densita' di iPhone e' pari a Cupertino, arrangiarsi significa al massimo andare all'IKEA. E in fondo non e' molto diverso altrove, per lo meno nella civilizzata Europa del nord.

Tutto questo fa molto comodo, per me che ci devo vivere e che sono messo nell'invidiabile condizione di poter avere tutto quello che mi serve (a parte frutta e verdure decenti). Ma non si puo' fare a meno di chiedersi quanto abbiamo sacrificato sull'altare della comodita'. Quanta vitalita', quanto entusiasmo, quanta spensieratezza. Quanto ci siamo uniformati, quanto ci siamo fatti viziare da bisogni non necessari che ora consideriamo tali? Quanto ci siamo incattiviti, chiusi nell'egoismo di chi vuole conservare privilegi che non e' disposto a spartire?
Ci voleva forse un viaggio in Cile per non rimanere piu' estasiato come prima dalle immaginine dell'iPod che possono esser fatte scorrere con il movimento di un dito. Ci voleva un viaggio in Cile per desiderare, solo una volta, di essere un pigro e sereno cane randagio al sole.

3 commenti:

  1. chi sono Le?
    Carlo, scout nell'anima e sensibile osservatore del mondo! Anche tu sei attratto da modi di vita altri da quelli che ti sono usuali, ordinati e socialmente rassicuranti. Per fo
    rtuna sei del segno doppio, così Apollo e Dioniso convivono tranquillamente in te. Invece nel mio segno di fuoco (e di impulsività) le due esperienze sono state inconciliabili e quindi le ho visrute sempre con la tensione a conciliare di volta in volta ciò che cercavo con ciò che lasciavo. Mi hai fatto venire in mente i primi ricordi delle visite in Sicilia o i primi viaggi in Grecia. La luce, l'intensità dei colori dei profumi degli odori e le grida concitate ad ogni imbarco e sbarco dei traghetti con bagagli alla rinfusa contenenti merci e animali vari e fischi di sirene sovrastanti ad ogni attracco e partenza. Insomma, è una bella cosa viaggiare la vita!
    Ciao Zmat

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  2. "arrangiarsi significa al massimo andare all'IKEA"
    è una perla :) !

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