venerdì 1 aprile 2011

Aprile, zima da morire.

Caro Maestro,
e' passato un altro anno dal tuo ultimo compleanno, e questo non dovrebbe stupire giacche' e' da un po' che si e' deciso di festeggiare i compleanni una volta l'anno e non piu' (o meno) spesso.
In realta' non fa cosi' freddo. Alla fine di marzo pazzerello ci siamo presi una piccola botta di inverno, anche se niente di paragonabile all'anno scorso, quando di questi tempi nevicava (e io prendevo l'aereo per tornare in Italia, tempo di Pasqua).

Oggi, primo aprile, ci sono una decina di gradi e anche se tira un po' di vento non si sta male. Non piove nemmeno! Sebbene, c'e' da dire, le nuvole che slittano nel cielo non promettono nulla di buono. Ma e' tutto il giorno che non promettono nulla di buono, percio' magari continueranno solo a non promettere.
Anche in Olanda esiste il pesce d'aprile, lo chiamano April's fool, e noi (Joke ed io) abbiamo celebrato irrompendo nell'ufficio di Alex prima che lui arrivasse e portandogli via tutto dalla scrivania, lasciandogli solo un foglio con su scritto "Fired!". Ovviamente lui ha apprezzato. E, dopo aver controllato per sicurezza che il suo supervisor non fosse ancora arrivato (vuoi mai che l'avesse licenziato veramente!) e' venuto direttamente nel mio ufficio a cercare i responsabili. Mi domando perche' abbia pensato proprio a me.
Mi piacerebbe un giorno fare lo scherzo dello spazzolino da denti nel freezer (cit. M.Pagot 2005), ma in ufficio manca la materia prima. A Fusine potevamo farlo perche' c'era la cella frigo. Cosi', tra una burla e l'altra, la vita va avanti.
Non so cosa ne pensi, magari si suppone che in un prestigioso centro di ricerca le persone siano tutte serie, responsabili e lavoratrici. Da noi di certo non funziona proprio cosi'. Qualcuno di serio lo si trova anche qui, certo, ma per fortuna non e' un problema diffuso. Epidemie di serieta' a volte capitano, ma passa sempre qualcuno a distribuire i vaccini e di solito sono episodi contenuti, sia nel tempo che nel numero di persone effettivamente contagiate. Il che e' un bene, perche' cosi' il clima e' abbastanza allegro. Il mio momento di fare la persona seria pare non sia ancora arrivato: a volte ci provo, sai, ma poi va sempre a finire che ci ricasco e mi trovo in mezzo a qualche buffonata. In questo, non penso di essere molto cambiato negli ultimi venti anni. Per fortuna il mio capo non mi da' da copiare la interminabile pagina 42 (della nostra classe ce la ricordiamo ancora tutti!)...
In questi giorni che ero d'umore meditativo (si puo' fare gli scherzetti da primo aprile ed essere
comunque di umore meditativo) mi chiedevo quanto delle persone che incontriamo rimane dentro di noi. E' un pensiero che a volte torna a galla come certe alghe negli stagni limacciosi. Mi rendo conto che il mio modo di comportarmi, cioe' quello che sono, e' riflesso delle avventure vissute con le persone che ho incontrato, del loro esempio. Quanto scoutismo c'e' nel mio modo di affrontare le cose, quanti Masai e quanta Korogocho nella mia visione del mondo? Maestro, di certo ora mi stai rispondendo con fulminante ironia e mi piacerebbe poter sentire la tua battuta. E' un buon modo di prendere le cose, credo: quando i pensieri un po' seri si prolungano troppo, il senso dell'umorismo aiuta a risolvere la situazione. Chissa' se per me e' sempre stato cosi', o se l'ho appreso da te, o dalla mia famiglia o da qualcun altro ancora!
Mentre ti scrivo, le nuvole fuori dalla finestra sembrano aver smesso di andare di fretta, ed anche il loro aspetto non e' piu' minaccioso. Non mi rimane che salutarti, e approfittare di questo momento per fare due passi e tornare a casa.
Buon compleanno, Maestro.



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