Sono di nuovo a Utrecht. Un nuovo ritorno, in un periodo della mia vita in cui non faccio altro che ritornare: ritornare in Italia, ritornare in Olanda, ritornare in Italia e cosi' via.
Sono stati giorni intensi, e non ho avuto il tempo di raccontare quasi niente. In Cile c'erano prima le sessioni della conferenza e poi le escursioni nel deserto.
Poi il frettoloso rientro (ritorno) in Italia per salutare Liviana l'ultima volta, e tutte le altre emozioni sono passate in secondo piano. Liviana che torna alla casa del Padre, come dice una canzone che abbiamo cantato insieme, ogni anno nei quindici anni che siamo stati scout insieme.
L'ultima volta che l'ho vista era l'8 gennaio, avrebbe dovuto cominciare la chemio di li' a due giorni. Mi ha detto con tono fatalista: "Massi'... tanto semo tutti qui de passaggio". Non penso che ci credesse, non e' mai stata il tipo da fermarsi davanti a niente, e infatti un trombo l'ha fregata a tradimento, un po' come sopravvivere alla guerra e poi quando sei sulla porta di casa ti cade in testa una tegola.
Le prime immagini che mi sono venute in mente, quando a San Pedro de Atacama ho scoperto che Liviana se ne stava andando, sono state le sue sfuriate e le accese discussioni che abbiamo avuto. E' buffo, ma non lo considero una cosa negativa. Lei era cosi': ha sempre vissuto lo scoutismo come una missione, e l'inesauribile passione che ci metteva a volte si scontrava con le idee di altre persone, magari piu' moderate. Ha sempre dato tutto senza risparmiare una stilla di energia, e il suo esempio stava li' a mostrarti che anche quando pensavi si stare dando il massimo, in realta' potevi fare molto di piu'. Potrei passare mesi a raccontare i momenti indimenticabili che ho vissuto con lei, e grazie a lei, ma non avrebbe senso: quelli li ricordero' sempre. Cio' che si tende a scordare sono gli episodi piu' spiacevoli, quando e' volata qualche parola di troppo. Sono momenti importanti: lo sappiamo tutti noi che di Liviana e Sergio siamo figli. Perche' in quei momenti quando riuscivi a sostenerne lo sguardo terribile, senza intestardirti per principio su una posizione sbagliata e sciocca, ma anche senza rinunciare alle tue convinzioni, beh quelli erano i momenti in cui stavi crescendo. In cui scoprivi il tuo carattere, e quanto eri disposto a lottare per le tue convinzioni. Una scuola dura, certo, ma dai risultati sicuri. Certo Liviana in quel momento non se ne rendeva conto, ne' ce ne rendevamo noi, ma piu' tardi passata la tempesta sono sicuro che apprezzava. Magari pensava che eri testardo, ma apprezzava la sincerita' ed anche il coraggio di sostenere la tua posizione. Per questo, anche se e' molto facile ricordarsi delle notti davanti al fuoco e sotto le stelle, delle canzoni insieme, delle zolletta di zucchero con il propoli per il mal di gola, voglio ricordarmi anche di Liviana furibonda. In quei momenti d'ira terribili quanto rapidi a svanire c'era tutto il suo amore per lo scoutismo, per noi.
Quando incominceranno un nuovo campo, i capi pattuglia accenderanno il fuoco di bivacco con delle fiaccole recitando quattro invocazioni. La prima, la Voce del Nord, dice: Come queste fiamme saliranno verso l'alto, cosi' sia dei nostri ideali. E vedendoli da lassu', Liviana scendera' a sedersi a fianco a noi.
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