domenica 24 aprile 2011

Ciance e Ciancimino

Ciance & Ciancimino
di Marco Travaglio
Proseguono, nel quadro della progressiva abrogazione della logica aristotelica, i delirii sul caso Ciancimino. Il Giornale e Libero (due testate, due ossimori) spacciano la seguente leggenda: Ciancimino si sveglia un mattino di tre anni fa e decide di migliorare la sua qualità della vita fabbricando calunnie su premier, ministri e alti funzionari della Prima e della Seconda Repubblica accusandoli di aver trattato con la mafia e corre a consegnarle alla Procura di Palermo. I bocconi più prelibati sono ovviamente B. e Dell'Utri che lui, sempre per vivere meglio, getta in pasto alle toghe rosse (com’è noto, infatti, chi accusa B. e Dell’Utri fa un carrierone). I pm, per tre anni, prendono tutto per oro colato, fiancheggiati da stampa e tv (notoriamente in mano alle sinistre). Poi arriva la Scientifica, scopre che uno dei documenti è taroccato, dunque lo sono anche tutti gli altri, ergo non c'è stata alcuna trattativa Stato-mafia, quindi B. e Dell'Utri con la mafia non c’entrano. Fine della storia, applausi di Cicchitto & Gasparri. Per chi eventualmente fosse interessato ai fatti, le cose sono andate in tutt’altro modo. Nel 2005 Ciancimino jr. compare per la prima volta davanti alla Procura di Palermo (allora retta da Grasso e Pignatone), che lo indaga per aver riciclato il tesoro di don Vito, gli sequestra 64 milioni, gli perquisisce le case e lo intercetta per due anni (2003-2005). In alcune telefonate Massimo parla di soldi da versare ad alcuni parlamentari siciliani (Vizzini, Cuffaro, Cintola, Romano), ma i nastri finiscono in un cassetto, nè trascritti né inviati al Parlamento per l'autorizzazione. Sempre al telefono, con la sorella Luciana, Ciancimino parla di un assegno di 35 milioni di lire che Berlusconi staccò nei primi anni 80 a don Vito, il quale lo conservava gelosamente in una “vecchia carpetta”. Ma anche sull’assegno la vecchia Procura pare poco o nulla interessata: nessun’indagine, solo una domandina su 150 pagine di verbali. Stragi? Trattative? Nessuna domanda. In casa Ciancimino, i carabinieri dimenticano di aprire la cassaforte, visibile a occhio nudo: peccato, perché conteneva sia il papello sia l’assegno di B. I militari trovano però, fra le carte di don Vito custodite dal figlio, “parte di foglio A4 manoscritto contenente richieste all’on. Berlusconi per mettere a disposizione una delle sue reti televisive”. Ma nemmanco su quello Ciancimino viene interrogato, anzi il documento scompare dagli atti del suo processo. Nel dicembre 2007 la svolta. Ciancimino racconta a Nuzzi di Panorama (direttore Belpietro) il suo ruolo nella trattativa fra il Ros e il padre e lamenta che nessuno l'abbia mai sentito sul punto. La nuova Procura (retta ora da Messineo) lo convoca subito: lui conferma e aggiunge molto altro. Ma solo quando consegna il “papello” e altre carte autografe del padre si ha la prova che la sa lunga. Poi arrivano i Martelli, Ferraro, Violante, Conso a confermare con i loro tardivi ricordi ciascun tassello di un mosaico iniziato dieci anni prima da Brusca e dagli stessi Mori e De Donno. Intanto una fonte avverte i pm in casa Ciancimino i carabinieri trovarono molto più di quanto risulti. Ed ecco saltar fuori dal fondo di uno scatolone l’appunto su B: l’autore (Provenzano o don Vito per suo conto) promette appoggio elettorale a B. in cambio di una tv e minaccia, in caso contrario, un “triste evento”. I pm richiamano Massimo e gli sventolano il foglio sotto il naso. Lui sbianca, piange, trema, mente, poi è costretto a vuotare il sacco: una corrispondenza fra Provenzano e B. fra il 1992 e il ’94 e una serie di carte del padre su B e Dell’Utri, che non fanno che confermare quanto già si sapeva sui rapporti mafiosi dei due. Carte ritenute autentiche dalla Scientifica che poi ha smascherato il falso su De Gennaro. Dunque Ciancimino fu costretto dalle sue intercettazioni e dalle sue carte a parlare di B. e di Dell’Utri, mentre all’inizio non ne voleva proprio sapere. Infatti, per confidarsi, scelse proprio il settimanale della famiglia B. Furbo, eh?

5 commenti:

  1. "Con Stangi ho avuto rapporti d’affari, mediati da un commercialista, e legati ad una fornitura di acciaio, attività di cui mi occupo. Ho ricevuto, sempre tramite il professionista, da Stangi assegni per 60 mila euro circa, appunto come pagamento della fornitura, ma non mi sono mai prestato a dargli in cambio contanti come viene fuori dalle notizie di oggi" (Massimo Ciancimino)

    Se lo so io che Stangi è un commercialista molto vicino agli affari della famiglia Piromalli ('ndrangheta) vuoi che non lo sappia Ciancimino jr il testimone attendibile? Vuoi che non sappia che trattare con questo Stangi sia quantomeno discutibile e vicino all'essere coinvolto in attività criminali?
    Dai cazzo, sveglia, usiamolo e proteggiamolo perchè ci fa comodo contro berlusconi, grazie ai suoi racconti sul passato e chiudiamo un occhio su cosa fa al presente? Fidarsi di quello che dice è come fidarsi dei racconti di berlusconi sull'origine della propria ricchezza. Le sue (di ciancimino) testimonianze sul passato saranno anche attendibili, ma dov'è il punto di rottura tra il suo passato e il presente? Dov'è il "mea culpa"? ricorda che ciancimino è già stato condannato per riciclaggio del patrimonio del padre(10 marzo 2007). Questo travaglio lo dimentica, perchè? O meglio, perchè è così grave che dell'utri sia condannato e invece che ciancimino lo sia viene trascurato? Perchè parla di svolta nel dicembre 2007, tralasciando quanto avvenuto nel marzo 2007? potrebbe essere questa una svolta di massimo per pararsi il culo (estorecere protezione proprio da B., il suo silenzio in cambio di libertà di riciclare il patrimonio paterno)? un colpo alla botte (ricatto a B.) e uno al cerchio (volontà di deporre presso i magistrati)?

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  2. Possiamo fidarci di lui come guerriero dell'onestà, pronto a combattere il malgoverno con le sue dichiarazioni, mentre tenta di riciclare quanto rimane del patrimonio paterno?
    O anche solo come testimone, mentre tenta attivamente di salvare se stesso e possibilmente il patrimonio del padre?
    Vogliamo combattere la disonestà al governo servendoci di altre disonestà? Così ci togliamo dai piedi B., ma manteniamo tutte le condizioni al contorno che lo hanno portato lassù, che bella vittoria che sarebbe.
    Ti serve un'altra prova presunto-scientifica per capire che persone vicine al governo sono vicine alla mafia? O forse pensi che dare diffusione di queste notizie aiuti a scalfire la base su cui si poggia il governo berlusconi? pensi che chi vota pdl non sappia già tutto questo? lo sanno benissimo, e lo ritengono una condizione necessaria per governare "giù" nelle terre di mafia.
    Lo sa persino chi vota lega, quando pregni di pragmatismo ignorante dicono "se vuoi governare al sud devi fare i patti con la mafia". Esattamente come "se vuoi governare al nord devi fare i patti con l'ignoranza". Vogliamo sostenere questo ciclo vizioso, fidandoci di un testimone scomodo in tutti i sensi, soprattutto nel senso di essere una persona che probabilmente approfitta della protezione della polizia, rinunciandovi solo al momento di completare trattative "oscure"?
    E poi "In casa Ciancimino, i carabinieri dimenticano di aprire la cassaforte, visibile a occhio nudo: peccato, perché conteneva sia il papello sia l’assegno di B." Chi ce lo dice che l'assegno era nella cassaforte? ciancimino stesso, a posteriori, beh, grazie, forse se B. prometteva a ciancimino un posto in consiglio regionale in lombardia non avremmo mai saputo che nella cassaforte c'era quell'assegno.
    Scusa se mi scaldo, ma quanto tempo ti ha preso leggere sto brodo di travaglio? 5 minuti? prova a usare 5 minuti a studiare e riflettere su ciancimino e dimmi tu se possiamo fare di lui una colonna delle accuse a berlusconi. Se ciancimino fosse solo l'alfiere di un cambio della guardia dei rapporti mafia-politica, non più cosa nostra-politica ma n'drangheta-politica (dato che il sorpasso economico della mafia "made in calabria" è già avvenuto, vedi http://www.magzine.it/content/il-sistema-ndrangheta-cifre) cosa diresti?
    Perchè dare tutto questo peso ad un "testimone"? Ovvio che una volta che dice una cazzata i gasparri&co. giosicono e partono con i loro acuti sillogismi, ma perchè dobbiamo dargliene l'occasione? perchè facciamo il loro gioco? Giá il fatto che de gennaro , uno dei capi macello del g8 di genova, debba essere difeso da accuse ridicole (quando ce ne sarebbero di molto più sensate per espellerlo da qualunque organo pubblico) mi fa pena e rabbrividire.
    Un cordiale fanculo

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  3. Secondo me sei un po' fissato. In ogni caso:
    1- nessuno fa di Ciancimino un eroe. La procura di Palermo, la stessa che lo considera testimone attendibile in riferimento ad alcune delle sue dichiarazioni, è sempre stata molto chiara nel dire che avrebbe valutato affermazione per affermazione e documento per documento, cercando riscontri che confermino ogni cosa. La stessa procura di Palermo che lo considera attendibile ha richiesto il suo arresto, dimostrando di saper distinguere tra ciò che è attendibile e ciò che non lo è. Ingroia ha criticato Ciancimino per la sua recente mania di protagonismo. Uno o due giorni prima di quest'articolo, l'editoriale di Travaglio era appunto molto critico con Ciancimino per questa storia di De Gennaro.
    2- Questo editoriale semplicemente sbertuccia tutti quelli che non aspettavano altro che ci fosse un passo falso di Ciancimino per poter sostenere la tesi: ha portato un documento falso, quindi tutti i suoi documenti sono falsi. Travaglio non sta difendendo Ciancimino, sta prendendo in giro questa gente e non riesco in nessun modo a considerare ciò un male. Io la odio questa gente, e godo a vedere le loro balle ridicolizzate. Non per questo considero Ciancimino un eroe della patria o nient'altro.

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  5. "Io la odio questa gente, e godo a vedere le loro balle ridicolizzate."
    Specchio riflesso buttati nel cesso. Anche loro godono a vedere le nostre idee e le nostre storie ridicolizzate. E per ridicolizzarle a loro non servono testimoni o grandi processi. Basta governare un giorno in più. Per questo ogni giorno ci godiamo la loro boria e le loro cavolate. Se continui a odiarle, non le capirai mai. E non capirai mai i motivi di chi sta fomentando quest'odio.
    Ma per questo ci meritiamo i politici che abbiamo, seguendo la politica italiana, come uno scontro tra comunisti e fascisti, quando è uno scontro tra stupidi e più stupidi.
    Diffondere queste idee non ci farà avere politici migliori nè elettori migliori!
    Perchè il governo è tanto ostile all'offerta francese su Parmalat, ma è prono con sarkozy e mafia varia per quanto riguarda il nucleare (accordo enel-areva) o sulla libia? Populismo.
    Perchè montezemolo fa il fighetto, treni italiani nuovi (treni costruiti da un'azienda francese e ntv società con importante presenza francese?)? Populismo.
    Perchè ilfatto continua a gridare contro berlusconi e alla sua cricca, dando ricostruzioni parziali e distorte di molte cose? populismo!
    Tiratene fuori o quando ci saranno le democratiche ronde grillino/dipietriste non potrai far altro che pentirti, chi semina vento raccoglie tempesta!

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