C'è una notizia che nei giorni passati mi ha fatto ridere.
La notizia è che a Montecitorio qualcuno ha detto: «ci mancherebbe solo che uscisse un'intercettazione in cui Berlusconi dice volgarità sulla Merkel». A partire da questo, qualche buontempone ha pensato di accreditare la storia, dicendo: «ommioddio... vuoi dire che i giornali sanno che ha detto ***».
BAM!
Il putiferio!
Improvvisamente tutti a ripetere che Berlusconi aveva detto ***.
Chiunque in vita sua abbia provato a mettere in giro una storia assurda (io l'ho fatto al liceo, per curiosità di vedere come funziona il processo di diffusione del pettegolezzo) non può non ridere di una storia del genere! Vorrei potermi congratulare con il buontempone di cui sopra.
La cosa invece assolutamente agghiacciante di tutto questo è che non ha la minima importanza sapere se questa intercettazione esista o no. Potrebbe esistere. E sappiamo tutti che lui, al telefono o alle sue cortigiane, l'ha detta di sicuro. Ma non ci fa né caldo né freddo.
Gli abbiamo lasciato fare le corna nelle foto, gli abbiamo lasciato umiliare l'operaia russa e la primo ministro della Finlandia, lo abbiamo lasciato parlare al cellulare come un gangster voltando le spalle alla Merkel (di nuovo, povera Angela) in occasione delle annuali celebrazioni di amicizia Francia - Germania, lo abbiamo lasciato fare il gesto del mitra alla giornalista russa alla conferenza stampa con Putin, lo abbiamo lasciato vantarsi dei suoi amici nel mondo Ben Alì, Mubarak, Gheddafi, lo abbiamo lasciato bestemmiare, sproloquiare, insultare, vaneggiare, buttare tutto in caciara. Cosa ancora peggiore, ormai abbiamo accettato che si comportino così anche gli altri ministri, dal dito medio di Bossi, alle parolacce di Scajola e Tremonti, allo starnazzio di Brunetta e alle barzellette di Sacconi (io tra l'altro non ho mica capito il nesso tra la suora risparmiata e il sindacato...).
Ecco.
Non sono loro che hanno portato l'Italia alla bancarotta.
Siamo stati noi, permettendo che tutto questo diventasse verosimile.
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