Nel fine settimana appena trascorso noi fisici di Trieste abbiamo celebrato la tradizionale Festa di Heidelberg, che quest'anno si e` svolta ad Utrecht.
Nell'invito alla festa, che era stato esteso anche ai nostri colleghi e conoscenti d'Olanda, c'era la necessita` di spiegare cosa festeggiassimo. Nella nostra societa` sembra che non si possa festeggiare se non v'e` un'occasione particolare. Cosi`, non potendo addurre compleanni, lauree, dottorati, matrimoni, divinita`, santi o alcunche`, scrissi in tono esageratamente eroico la prima cosa che mi venne in mente, e cioe` "We are the reason". Parlandone, ho rincarato la dose dicendo che avremmo celebrato l'amicizia, la fratellanza, la gioia di vivere e robe del genere. All'epoca pensavo di prendere in giro i discorsi pre-battaglia-finale dei film. Nessuno mi ha preso sul serio, men che meno io stesso.
Poi il fatidico fine settimana e` giunto, gli amici sono arrivati da Trieste, Parigi, Monaco, Berlino, Losanna, Sydney, ci hanno invaso la casa con storie nuove e vecchi aneddoti, con i ricordi della vita al Dipartimento di Fisica tergestino, le esperienze nelle nuove citta` e i progetti futuri, con le risate, gli scherzi, le canzoni. Hanno riportato la nostra Trieste qui a Utrecht. Abbiamo mangiato e bevuto insieme, camminato, ballato, sudato, mangiato ancora e ancora bevuto, chiacchierato senza mai esaurire le parole. Come in occasione delle altre edizioni della Festa di Heidelberg, non si e` trattato della piu` bella festa della storia, ma e` stata nostra e d'altro non c'era bisogno. A volte vivendo all'estero ci si sente soli, a volte le tradizioni sono sterili ricorrenze che si celebrano per abitudine, a volte si incontra un vecchio conoscente e si ha la sgradevole sensazione di non avere nulla da dirsi. Altre volte si monta su un treno, su un aereo, su un'automobile, e non ha importanza quanti chilometri e` necessario percorrere perche`, magari solo per un fine settimana, la ragione siamo noi. Ed e` come tornare a casa.
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