giovedì 26 maggio 2016

Viaggio a Cuba - La Valle de los Ingenios

Una delle gite canoniche che partono da Trinidad e` quella nella Valle de los Ingenios, una vasta pianura di 270 chilometri quadrati tra la citta` e la Sierra Escambray, dove gli Spagnoli sbarcati a Cuba nei primi decenni del Cinquecento cominciarono la coltivazione della canna da zucchero. Queste grandi piantagioni sono appunto chiamate "ingenios" e nella struttura tipica vi sono il latifondo, una torre di guardia da cui sorvegliare gli schiavi e una villa coloniale dove risiedevano i padroni.
La gita e` organizzata da Cubatur, l'agenzia turistica statale, di cui sulle guide cartacee dicono tutto il male possibile a proposito dell'impreparazione degli accompagnatori, dei prezzi relativamente alti e della scarsa originalita` dei giri proposti. In realta` la nostra impressione e` completamente diversa. Innanzitutto siamo finiti in un gruppo piccolo, di sole cinque persone, percio` la nostra guida (Irina) aveva un sacco di tempo da dedicarci e ci ha potuto dare un sacco di informazioni storiche sull'arrivo degli Spagnoli e l'introduzione della schiavitu` e sul ciclo di produzione della canna e dei suoi derivati nelle campagne vicino a Trinidad e nel resto di Cuba. Inoltre, sebbene le tappe della gita fossero piu` o meno le stesse per ciascuna delle innumerevoli comitive di viaggiatori che arrivano a Trinidad, Irina e l'autista del pulmino non hanno seguito l'ordine classico del tour, per cui le nostre visite si sono sempre svolte in grande tranquillita`, senza l'assillo di torme di turisti rumorosi che vagano in ogni direzione.
Quindi la stampa controrivoluzionaria del capitalismo occidentale dovrebbe proprio rivedere alcune delle malignita` che scrive, per lo meno su Trinidad.
Nel corso della nostra visita abbiamo anche avuto l'opportunita` di bere guarapo, il succo di canna da zucchero, spremuto li` davanti ai nostri occhi, e di pranzare in un bellissimo e tranquillo paladar lungo la strada, ospiti di una famiglia cubana che ci ha dato da mangiare cordero alla cubana con il consueto contorno di arroz moros y cristianos (riso in bianco coi fagioli neri) e verdurine varie.
Girando per le strade di campagna abbiamo anche percepito con chiarezza una delle contraddizioni piu` evidenti della rivoluzione. Mentre noi turisti viaggiamo su nuovi e confortevoli pulmini cinesi, gli autobus per cubani sono camion per il trasporto merci con delle panche, o anche senza, che gli autoctoni attendono per ore agli incroci delle strade, sapendo solo che passeranno prima o poi, ma senza idea del quando. Loro non paiono turbati da questa disparita` di trattamento, anche perche` accolgono tutto con il fatalismo tipico dei popoli caraibici e sudamericani, ma noi lo eravamo. E ci siamo appuntati la prima delle domande da fare al Comandante Fidel, qualora avessimo avuto occasione di incontrarlo.

La seiba, albero sacro nella santeria, la religione cubana in cui si mescolano cristianesimo e tradizioni africane. Sullo sfondo, i resti della casa colonica e della torre di vedetta per il controllo delle piantagioni.

Il tren jamaicano. Nella prima cavita` si accende il fuoco, il cui calore permette di scaldare i calderoni posti nelle cavita` successive, dove si cucina la canna raccolta.

Il succo della canna, dopo cucinato, viene messo ad asciugare al sole in questi contenitori di terracotta. Lo zucchero cristallizza sui bordi del recipiente, mentre il liquido rimanente viene fatto colare dal foro sottostante e viene usato per fare il rum.

La torre di sorveglianza della piantagione.

La villa dei padroni spagnoli. Gli affreschi sono opera di un pittore italiano di cui non ricordo il nome.

Una carta geografica settecentesca di Cuba e dei Caraibi.
I calderoni per il tren jamaicano.

Il porticato della villa coloniale.


Un campesino a casa sua.

La pianta che abbiamo anche a casa (ma qui, forse per il sole, e` felice).

Un torchio per la spremitura della canna da zucchero.

La villa coloniale e la torre di Manaca Iznaga.

La Valle de los Ingenios dalla torre di Manaca Iznaga, con il trenino che attraversa la valle.

La Valle de los Ingenios e, in lontananza, la Sierra Escambray.

Bancarelle di souvenir a Manaca Iznaga (che e` un po' una trappola per turisti).

Il banchetto dove si beve il guarapo, la bevanda della grinta, altro che gatorade.

2 commenti:

  1. Ma il tuo è sempre più un vero reportage fotogiornalistico anzi quasi una preparazione per un docufilm! Come i grandi scienziati sai osservare e descrivere il Grande Universo e il mondo che abitiamo. Grazie

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  2. No, e` solo che se non mi sbrigo a scrivere quello che ho visto poi me lo dimentico e fra un anno mi confondo nomi, luoghi, cose.

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