Poiché l'erba del vicino è sempre più verde, spesso gli abitanti dei Paesi a latitudini inferiori a 45° si ritrovano a credere che tutto ciò che hanno sia brutto, corrotto e malfunzionante, con la possibile eccezione del caffè, del sole e del Colosseo, mentre tutto ciò che si trova al di sopra di quel parallelo sia lindo, funzionale e impeccabile.
Ora, vivendo da un po' nella locomotiva d'Europa trovo sempre buffo scoprire quante e quali in effetti siano le somiglianze tra due Paesi e due popoli che, negli stereotipi di entrambi, non potrebbero essere più diversi. Ognuna di queste scoperte, o per meglio dire constatazioni, strappa un sorriso.
A rifletterci però, se fossimo tutti un po' più consci dei pregi e dei difetti degli altri saremmo forse meno esposti al credo razzista secondo cui un popolo sia il distillato delle più alte virtù e l'altro un coacervo dei più vili difetti, pur con notevoli eccezioni in entrambi i campi. Dunque, se fossimo meno esposti a questo credo razzista, sapremmo magari affrontare più serenamente quelli che sono veramente problemi, invece che lasciarsci andare alla deriva cinica, perché tanto "noi siamo fatti così, non siamo mica come loro che sono tanto bravi". O, viceversa, "noi siamo tanto bravi ma abbiamo la zavorra di loro che purtroppo proprio non ce la fanno a comportarsi bene". Gli uni diventerebbero forse meno desiderosi di essere invasi da una potenza straniera che li rimetta in riga, come scolaretti somari, gli altri perderebbero la loro irritante predisposizione ad insegnare al prossimo come si sta al mondo.
Ho quindi deciso di scrivere qui gli episodi di cui vengo a conoscenza e in cui ho pensato "Guarda tu, e poi dicono di noi". Al duplice scopo di uscire da questa logica demente del noi e loro e di riderci su.
Per evitare di mettere nei guai qualcuno, persone, luoghi ed istituzioni avranno nomi di fantasia.
La storia del signor Rossi e dei rimborsi spese.
All'Università di Teutoninga è usanza che chi vada in trasferta per motivi di lavoro possa richiedere la copertura delle spese del viaggio. Nel caso poi di spostamenti particolarmente onerosi, vi è facoltà di richiedere il denaro in anticipo, e l'Università si impegna a corrispondere l'80% della spesa prevista e di saldare il rimanente a viaggio compiuto.
Il signor Rossi, trovandosi a dover intraprendere numerosi viaggi in un futuro prossimo, si reca dalla segretaria per compilare i moduli necessari e, già che c'è, fare richiesta di rimborso per una trasferta passata all'Università di Ghecredonia. E' bene precisare che il signor Rossi, dopo la missione di lavoro a Ghecredonia, ha trascorso un fine settimana di svago in altra località (ad Asburgia) e da lì poi ha fatto ritorno a Teutoninga. Egli perciò ritiene di dover pagare di tasca propria il viaggio di rientro da Asburgia e di conseguenza vuole richiedere il rimborso del solo viaggio d'andata, quello da Teutoninga a Ghecredonia.
Riguardo ai viaggi futuri, è utile aggiungere che il signor Rossi ha già comprato i biglietti per i suoi previsti spostamenti. Ciò che spera d'ottenere è una parziale copertura delle spese, non perchè sia rimasto completamente al verde ma soltanto perchè, segretamente, egli teme di fare confusione al rientro dai suddetti numerosi viaggi e quindi ritiene strategia sensata cominciare a fare le cose per tempo e con calma.
L'arianissima segretaria dell'Università di Teutoninga, informata della situazione, aiuta il signor Rossi e compila lei stessa i moduli necessari. Con estro brillante, ella moltiplica tutte le spese effettuate dal signor Rossi per un fattore 1.25, cosicchè l'80% di 1.25 faccia 1, e il signor Rossi riceva esattamente quanto ha pagato, di fatto vanificando gli sforzi dell'ufficio amministrativo dell'Università di Teutoninga che vorrebbe evitare di anticipare una somma eccessiva per poi dover richiedere i soldi indietro. Certo, nel caso particolare del signor Rossi egli già sa esattamente quanto ha versato, perciò il problema non si pone. Ma cosa penseranno gli impiegati dell'ufficio amministrativo, quando vedranno che tutte le spese tutte di tutti i viaggi tutti del signor Rossi sono state gonfiate del 25%? Questo si chiede il signor Rossi tornando al suo ufficio.
Il dubbio diventa ancor più pressante il giorno successivo, quando aprendo la propria casella di posta egli trova un messaggio dalla segretaria che dice di voler cambiare alcune cose alle richieste rimborso inoltrate il giorno prima. Accorso nell'ufficio della segretaria, il suo stupore è grande quando ella riflette: "Non richiedere i soldi per il viaggio di ritorno da Ghecredonia è stupido perchè non ha importanza che tu sia stato ad Asburgia per tuo diletto, da Ghecredonia dovevi comunque tornare e se fossi tornato da lì l'Università ti avrebbe pagato il viaggio. Perciò sono andata a vedere quanto costa un biglietto del treno da Ghecredonia e ho aggiunto quella cifra alla tua richiesta, così almeno una parte delle tue spese è coperta".
E fu così che il signor Rossi rinunciò a qualunque velleità di carriera politica, ben sapendo che, se tentasse di intraprenderne una, questa storia delle spese gonfiate e delle false dichiarazioni sarebbe certamente scoperchiata e il buon nome suo e della sua famiglia per sempre trascinato nel fango.
Per non parlare di eventuali strascichi in tribunale in cui egli teme di incorrere, auspicando che una riforma dei tempi di prescrizione per i reati di contabilità accorci sensibilmente la durata della sua ansia.
Ora, vivendo da un po' nella locomotiva d'Europa trovo sempre buffo scoprire quante e quali in effetti siano le somiglianze tra due Paesi e due popoli che, negli stereotipi di entrambi, non potrebbero essere più diversi. Ognuna di queste scoperte, o per meglio dire constatazioni, strappa un sorriso.
A rifletterci però, se fossimo tutti un po' più consci dei pregi e dei difetti degli altri saremmo forse meno esposti al credo razzista secondo cui un popolo sia il distillato delle più alte virtù e l'altro un coacervo dei più vili difetti, pur con notevoli eccezioni in entrambi i campi. Dunque, se fossimo meno esposti a questo credo razzista, sapremmo magari affrontare più serenamente quelli che sono veramente problemi, invece che lasciarsci andare alla deriva cinica, perché tanto "noi siamo fatti così, non siamo mica come loro che sono tanto bravi". O, viceversa, "noi siamo tanto bravi ma abbiamo la zavorra di loro che purtroppo proprio non ce la fanno a comportarsi bene". Gli uni diventerebbero forse meno desiderosi di essere invasi da una potenza straniera che li rimetta in riga, come scolaretti somari, gli altri perderebbero la loro irritante predisposizione ad insegnare al prossimo come si sta al mondo.
Ho quindi deciso di scrivere qui gli episodi di cui vengo a conoscenza e in cui ho pensato "Guarda tu, e poi dicono di noi". Al duplice scopo di uscire da questa logica demente del noi e loro e di riderci su.
Per evitare di mettere nei guai qualcuno, persone, luoghi ed istituzioni avranno nomi di fantasia.
La storia del signor Rossi e dei rimborsi spese.
All'Università di Teutoninga è usanza che chi vada in trasferta per motivi di lavoro possa richiedere la copertura delle spese del viaggio. Nel caso poi di spostamenti particolarmente onerosi, vi è facoltà di richiedere il denaro in anticipo, e l'Università si impegna a corrispondere l'80% della spesa prevista e di saldare il rimanente a viaggio compiuto.
Il signor Rossi, trovandosi a dover intraprendere numerosi viaggi in un futuro prossimo, si reca dalla segretaria per compilare i moduli necessari e, già che c'è, fare richiesta di rimborso per una trasferta passata all'Università di Ghecredonia. E' bene precisare che il signor Rossi, dopo la missione di lavoro a Ghecredonia, ha trascorso un fine settimana di svago in altra località (ad Asburgia) e da lì poi ha fatto ritorno a Teutoninga. Egli perciò ritiene di dover pagare di tasca propria il viaggio di rientro da Asburgia e di conseguenza vuole richiedere il rimborso del solo viaggio d'andata, quello da Teutoninga a Ghecredonia.
Riguardo ai viaggi futuri, è utile aggiungere che il signor Rossi ha già comprato i biglietti per i suoi previsti spostamenti. Ciò che spera d'ottenere è una parziale copertura delle spese, non perchè sia rimasto completamente al verde ma soltanto perchè, segretamente, egli teme di fare confusione al rientro dai suddetti numerosi viaggi e quindi ritiene strategia sensata cominciare a fare le cose per tempo e con calma.
L'arianissima segretaria dell'Università di Teutoninga, informata della situazione, aiuta il signor Rossi e compila lei stessa i moduli necessari. Con estro brillante, ella moltiplica tutte le spese effettuate dal signor Rossi per un fattore 1.25, cosicchè l'80% di 1.25 faccia 1, e il signor Rossi riceva esattamente quanto ha pagato, di fatto vanificando gli sforzi dell'ufficio amministrativo dell'Università di Teutoninga che vorrebbe evitare di anticipare una somma eccessiva per poi dover richiedere i soldi indietro. Certo, nel caso particolare del signor Rossi egli già sa esattamente quanto ha versato, perciò il problema non si pone. Ma cosa penseranno gli impiegati dell'ufficio amministrativo, quando vedranno che tutte le spese tutte di tutti i viaggi tutti del signor Rossi sono state gonfiate del 25%? Questo si chiede il signor Rossi tornando al suo ufficio.
Il dubbio diventa ancor più pressante il giorno successivo, quando aprendo la propria casella di posta egli trova un messaggio dalla segretaria che dice di voler cambiare alcune cose alle richieste rimborso inoltrate il giorno prima. Accorso nell'ufficio della segretaria, il suo stupore è grande quando ella riflette: "Non richiedere i soldi per il viaggio di ritorno da Ghecredonia è stupido perchè non ha importanza che tu sia stato ad Asburgia per tuo diletto, da Ghecredonia dovevi comunque tornare e se fossi tornato da lì l'Università ti avrebbe pagato il viaggio. Perciò sono andata a vedere quanto costa un biglietto del treno da Ghecredonia e ho aggiunto quella cifra alla tua richiesta, così almeno una parte delle tue spese è coperta".
E fu così che il signor Rossi rinunciò a qualunque velleità di carriera politica, ben sapendo che, se tentasse di intraprenderne una, questa storia delle spese gonfiate e delle false dichiarazioni sarebbe certamente scoperchiata e il buon nome suo e della sua famiglia per sempre trascinato nel fango.
Per non parlare di eventuali strascichi in tribunale in cui egli teme di incorrere, auspicando che una riforma dei tempi di prescrizione per i reati di contabilità accorci sensibilmente la durata della sua ansia.
Continuo a pensare che sei un ottimo analista e reporter della multiforme realtà che viviamo, che occasionalmente incontriamo, insomma della vita che attraversiamo
RispondiEliminaQuanto superiore l'Italia! Qui da noi il signor Rossi avrebbe potuto essere rimborsato (ammesso che avesse trovato qualche mecenate) solo al suo rientro, dietro presentazione di tutta la documentazione delle spese, e non prima di sei mesi dalla conclusione della missione.
RispondiEliminaConstato mestamente che il discorso sulla "logica demente del noi e loro" non ha attecchito.
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