Lunedi` abbiamo fatto un'altra delle gite classiche nella regione di Trinidad, la passeggiata nel Parque Topes de Collantes, uno dei parchi naturali nella Sierra Escambray. Invece di affidarci a Cubatur, come per la Valle de los Ingenios, abbiamo seguito il consiglio della guida e ci siamo rivolti a Trinidad Travels, un'agenzia turistica privata, la cui sede e` a casa del padre del titolare, Reinier Toscano. Quando due giorni prima eravamo andati a vedere di fissare la gita Reinier non era in casa, percio` la prenotazione l'avevamo fatta per telefono e, come garanzia per l'acconto che avevamo lasciato, il padre mi aveva fatto scattare una foto della sua carta d'identita`. Quindi, ecco, non ero proprio sicurissimo che la mattina di due giorni dopo un taxi si sarebbe davvero presentato alla porta della nostra casa particular per prelevarci per la gita.
Invece la mia malfidenza era malriposta, perche` puntuale alle 9 arriva il sorridente Reinier, un allegro cubano che probabilmente ha la mia eta` e parla fluentemente l'inglese ed anche l'italiano, perche` suo fratello vive in Toscana e lui e` stato a trovarlo di recente. Insieme a lui c'e` una coppia di tedeschi di mezza eta`, che durante il viaggio in macchina fino all'imbocco del sentiero conducono la conversazione facendo ogni sorta di domanda a Reinier. In questo sono molto tedeschi, poiche` non si fanno minimamente scrupoli di chiedere cose anche in maniera un po' brutale tipo "Ma perche` il vostro pane fa schifo?" e simili.
Reinier risponde pazientemente a tutto e la conversazione e` molto interessante, perche` finalmente possiamo ascoltare un cubano parlare di Cuba in maniera aperta. Di critiche ne ha quante se ne vuole, dalla corruzione di chi governa alla poverta` delle persone che hanno stipendi cosi` bassi che persino un medico prende solo 50 CUC al mese e cosi` via. Quando pero` gli facciamo notare, chiedendogli conferma se e` vero, che tante cose che nei Paesi occidentali sono a pagamento a Cuba sono gratuite, come l'istruzione, le cure mediche, l'acqua, l'elettricita`, la casa, lui ci da` ragione. E quando chiediamo se non pensa che tante difficolta` dei cubani sono conseguenza del durissimo embargo imposto dagli Stati Uniti, lui reagisce un po' come se ci pensasse per la prima volta. E pur essendo molto critico nei confronti della Rivoluzione e dei risultati che ha ottenuto, a meta` tra il serio e lo scherzoso dice che ora arriveranno gli Americani e si prenderanno tutto loro, non appena muoiono i due vecchi (Fidel e Raul).
Tra le tante cose che ci racconta Reinier mi ha colpito molto una domanda retorica: "ma perche` non posso essere libero di avere quello che riesco a guadagnare con il mio lavoro?". Questa domanda, la seconda da appuntarsi per chiederla al Comandante Fidel qualora ci fosse occasione di incontrarlo, palesemente se la pongono tutte le generazioni di cubani che non hanno combattuto nella Sierra. Rispondere a questa domanda in maniera convincente e` forse l'unica via per preservare la rivoluzione cubana e salvare Cuba dal diventare una succursale degli Stati Uniti.
Come la maggior parte dei cubani, Reinier si lamenta molto del suo Paese ma non accetta che qualcun altro ne parli male. Ogni volta che la signora tedesca, con il tipico tatto che contraddistingue il suo popolo, avanza delle critiche, lui subito risponde negando e spiegando tutti i perche` e i percome necessari a difendere Cuba e la sua gente.
C'e` anche spazio per la politica italiana: Reinier ha lavorato in Italia da suo fratello per sei mesi l'anno precedente; li` ha maturato la convinzione che non ci fosse in realta` una vera democrazia e quindi tanto valeva ritornare a casa.
Un discorso dopo l'altro arrivamo all'imbocco del sentiero dopo esserci ineripicati su per una ripida strada di montagna, resa fangosa dalle recenti e copiose piogge che non mancheranno di accompagnarci anche oggi.
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| Il taxi con cui siamo arrivati all'imbocco del sentiero. Si prevede fango. |
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| L'inizio del sentiero, che ufficialmente e` la fine. |
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| Alle piante, la pioggia non dispiace. |
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Una palma real spiega perche` si chiamano palmas reales anziche` bonsai.
In italiano, palma imperiale, forse perche` reale non era abbastanza. |
La nostra passeggiata comincia dove
terminano le visite guidate ufficiali al parco. La scelta di Reinier e`
intelligente per due ragioni: la prima, e` che cosi` evitiamo di
metterci in coda con tutte le gite e quindi abbiamo piu` tempo e piu`
tranquillita` per vedere flora e fauna lungo il sentiero. La seconda e`
che cosi` incontreremo alla fine del percorso, anziche` all'inizio, la
pozza del Rio Melodioso dove e` possibile fare il bagno. Lungo la strada
la nostra guida si ferma spesso per indicare piante e uccelli e per
ognuno ha una quantita` di storie che ci si potrebbe
raccogliere un libro. C'e` l'albero della suocera, le cui foglie sono di
un verde sgargiante da un lato ma nere dall'altro, l'albero della
moglie il cui tronco e` coperto di spine taglienti, il bamboo il cui
legno e` resistente, tenace e impermeabile e puo` essere usato per
qualunque scopo, la palma la cui corteccia impermeabile e` usata per i
tetti e gli ombrelloni. E poi c'e` il
cartacuba, un piccolo e vivace
uccellino multicolore, e il
tocororo, che e`, insieme alla
palma real, uno dei simboli di Cuba perche` ha gli stessi colori della bandiera e che, se catturato e messo in gabbia, muore perche` per vivere deve essere in liberta`. Come i cubani.
C'e` poi il
palmiche, che e` il frutto della
palma real e che, se dato da mangiare ai maiali, rende la loro carne di impareggiabile bonta` (storie ascoltate nei giorni successivi aggiungono che tale prerogativa non sia solo della carne suina ma di qualunque animale che si cibi di questo frutto). Passiamo quindi attraverso le piante del caffe`, e scopriamo che gli scolari adolescenti trascorrono ogni anno due settimane nelle piantagioni per aiutare con la raccolta, come servizio al Paese. Apparentemente pero` il caffe` se lo tiene tutto l'esercito, proprietario delle piantagioni, e allora sorge spontanea la terza domanda da fare al Comandante Fidel, qualora ci fosse occasione di incontrarlo: ma perche` a ciascuno dei ragazzi non viene dato in regalo un sacco di caffe` da portare alla famiglia? E' vero che un servizio e` tale solo se e` disinteressato, altrimenti e` un lavoro, ma la differenza tra servizio e sfruttamento puo` essere labile, specie per un ragazzo senza grosse velleita` di amor patrio, e una piccola ricompensa potrebbe forse addolirgli il compito.
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| Un cartacuba, uccellino tipico dell'isola. |
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Reinier, la nostra guida, ci da` una dimostrazione pratica della
resistenza e dell'impermeabilita` della corteccia di palma. |
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| Chicchi di caffe` (acerbi). |
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| I frutti della pianta del caffe`. |
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| Il tocororo, simbolo di Cuba. |
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| Il palmiche, frutto mitico che rende la carne di qualunque animale buonissima. |
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| Altre palme imperiali, viste dal basso. |
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| Canne. Crescono di 20-30 cm al mese, fan presto a diventare cosi`. |
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| La corteccia dell'albero delle mogli. Chissa` perche` ha questo nome. |
E cosi` via, un aneddoto dopo l'altro arriviamo alla fine del giro, alla pozza dove fare il bagno, che e` insospettabilmente calda, e poi, sotto il diluvio, a un appartato
paladar dove ci offrono un pranzo eccezionale.
Durante il pranzo scambiamo quattro chiacchiere con i tedeschi, che sono due tipi simpatici e anche loro pieni di racconti sulle esperienze cubane della loro vacanza.
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| Ebbene si`, qui abbiamo fatto il bagno. |
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| La cascata del Rio Melodioso. |
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| La Sierra Escambray al pomeriggio, sulla via del ritorno. |
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| Le nuvole iniziano ad andarsene dalla Sierra Escambray. |
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| Una palma real, con alle spalle il Parque Topes de Collantes. |
Alla fine la giornata corre via veloce, con il sole che si
fa strada nel tardo pomeriggio per un ultimo saluto mentre noi torniamo a
Trinidad, con ancora giusto il tempo di salire sul campanile e leggere in diagonale alcuni pannelli sui ribelli controrivoluzionari che per alcuni anni dopo la vittoria del '59 combatterono contro Castro accampandosi nelle foreste della Sierra Escambray.
L'indomani si ripartira` alla volta di Cienfuegos, in taxi collettivo perche` l'autobus e` pieno, tutto
sommato soddisfatti per essere riusciti a fare e vedere un sacco di cose
nonostante il meteo poco coinciliante.
Un'altra domanda alla quale Reinier e' caduto dalle nuvole e' stata la seguente: Ma non temete che, con la fine della rivoluzione, Cuba diventi come uno qualsiasi degli altri Paesi sudamericani che vi circondano?
RispondiEliminaMa il suo silenzio vagamente sorpreso non avrebbe dovuto stupirmi piu' di tanto. D'altra parte su quella macchina c'eravamo noi e i nostri compagni di gita tedeschi, mica dei loro vicini di isola, haitiani o giamaicani che siano, o dei migranti centroamericani. Probabilmente e' difficile rendersi conto, senza vedere coi propri occhi, che l'alternativa alla rivoluzione non e' necessariamente l'occidente.