Ieri sera ho finito di leggere "Le citta` invisibili" di Italo Calvino.
Dopo "I miserabili", delle cui impressioni magari diro` un'altra volta, mi ci voleva un libro breve e leggero, come questo, che non ha una trama ne` un filo conduttore, se non il libero narrare di Marco Polo al Gran Khan, rivisitato dalla fantasia dell'autore. L'avevo scelto senza saperne nulla, solo perche` da qualche parte avevo letto una frase tratta di li`, che mi aveva colpito. Ho scoperto essere la conclusione del libro, che dopo il placido girovagare di citta` in citta` colpisce come una sberla in pieno viso. Sarei tentato di riportala qui, ma non lo faccio perche` se qualcuno volesse leggere il libro, e lo raccomando, non si perdera` la sorpresa com'e` capitato a me.
Dopo averlo finito, comunque, la cosa che ho pensato e` stata: se fossi uno scrittore, mi piacerebbe essere Italo Calvino.
Dopo "I miserabili", delle cui impressioni magari diro` un'altra volta, mi ci voleva un libro breve e leggero, come questo, che non ha una trama ne` un filo conduttore, se non il libero narrare di Marco Polo al Gran Khan, rivisitato dalla fantasia dell'autore. L'avevo scelto senza saperne nulla, solo perche` da qualche parte avevo letto una frase tratta di li`, che mi aveva colpito. Ho scoperto essere la conclusione del libro, che dopo il placido girovagare di citta` in citta` colpisce come una sberla in pieno viso. Sarei tentato di riportala qui, ma non lo faccio perche` se qualcuno volesse leggere il libro, e lo raccomando, non si perdera` la sorpresa com'e` capitato a me.
Dopo averlo finito, comunque, la cosa che ho pensato e` stata: se fossi uno scrittore, mi piacerebbe essere Italo Calvino.
Perché una sberla? Quando l'ho letto, per me è stata una apertura mentale: mi ha vaccinato contro il male, pur riconoscendolo dentro di me e vivendoci in mezzo. Mi ha fatto capire come essere liberi. Liberi dalla paura e liberi dal giudizio degli altri, da chi impone il suo giudizio. Nel senso che non posso evitare di soffrire il male, ma che cerco di non contribuire a estenderlo. Curiosità, attenzione, cura, sensibiltà, accoglienza e mai indifferenza. Quasi come dici tu, "per diventare umani". Mi pare tu dicessi "restare umani". Con la gioia di vivere finchè si vive. Come il monaco zen che mentre precipita da un precipizio sa cogliere la fragola che vede sporgere...
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