Da una settimana ci siamo iscritti a una compagnia che offre la possibilità di usare delle automobili in condivisione. Il vantaggio rispetto a un autonoleggio classico è che i veicoli si possono prendere anche solo per qualche ora e non bisogna preoccuparsi né dell'assicurazione né della benzina. Inoltre, ce ne sono di varie dimensioni posteggiati in diversi punti della città, per cui tutto ciò che bisogna fare è prenotarne uno a una certa ora per un dato tempo e poi andarselo a prendere.
Ogni macchina ha un lettore speciale a cui si avvicina una scheda che fa aprire le porte e poi, entrati, si trovano le chiavi nel bauletto vicino al cruscotto e si può partire. Comodo.
Sabato scorso l'abbiamo provato per la prima volta e ovviamente non tutto è filato liscio subito, intanto perchè arrivati al posteggio designato non c'erano auto, quindi abbiamo dovuto telefonare per capire dove fosse (risposta: c'erano due posti a 100 metri uno dall'altro e noi eravamo a quello sbagliato), poi perchè avendo perso mezz'ora alla ricerca dell'auto eravamo stretti coi tempi e l'abbiamo riportata indietro all'ora esatta di scadenza, spaccando il minuto e cose così.
C'è di positivo in tutto questo che per una cifra tutto sommato accettabile possiamo avere un'automobile a disposizione quasi a piacimento in caso di necessità, evitando tuttavia il senso di colpa di possederne una e la tentazione di cedere alla pigrizia quando ci sono alternative tipo i mezzi pubblici o la bicicletta. Più che compiacermi, però, mi dà un po' da pensare il fatto che la "necessità" di cui sopra è stata, per il momento, il desiderio di comprare vasi e piantine nuove per il terrazzo, cosa che abbiamo sempre fatto in bicicletta, essendo il vivaio a venti minuti da casa, caricandoci poi gli acquisti in vari modi e precari dentro borse, sul portapacchi, appesi al manubrio e così via. Questo sabato il piano sarebbe di andare a comprare frutta e verdura in qualcuna delle molte aziende agricole che circondano Bonn. Necessità impellenti, insomma. Perciò mi chiedo se non sia solo che qui con l'età ci si stia imborghesendo e si tenti di mascherarlo prendendo un'auto in condivisione anziché una propria e se questo rappresenti davvero un beneficio.
Ogni macchina ha un lettore speciale a cui si avvicina una scheda che fa aprire le porte e poi, entrati, si trovano le chiavi nel bauletto vicino al cruscotto e si può partire. Comodo.
Sabato scorso l'abbiamo provato per la prima volta e ovviamente non tutto è filato liscio subito, intanto perchè arrivati al posteggio designato non c'erano auto, quindi abbiamo dovuto telefonare per capire dove fosse (risposta: c'erano due posti a 100 metri uno dall'altro e noi eravamo a quello sbagliato), poi perchè avendo perso mezz'ora alla ricerca dell'auto eravamo stretti coi tempi e l'abbiamo riportata indietro all'ora esatta di scadenza, spaccando il minuto e cose così.
C'è di positivo in tutto questo che per una cifra tutto sommato accettabile possiamo avere un'automobile a disposizione quasi a piacimento in caso di necessità, evitando tuttavia il senso di colpa di possederne una e la tentazione di cedere alla pigrizia quando ci sono alternative tipo i mezzi pubblici o la bicicletta. Più che compiacermi, però, mi dà un po' da pensare il fatto che la "necessità" di cui sopra è stata, per il momento, il desiderio di comprare vasi e piantine nuove per il terrazzo, cosa che abbiamo sempre fatto in bicicletta, essendo il vivaio a venti minuti da casa, caricandoci poi gli acquisti in vari modi e precari dentro borse, sul portapacchi, appesi al manubrio e così via. Questo sabato il piano sarebbe di andare a comprare frutta e verdura in qualcuna delle molte aziende agricole che circondano Bonn. Necessità impellenti, insomma. Perciò mi chiedo se non sia solo che qui con l'età ci si stia imborghesendo e si tenti di mascherarlo prendendo un'auto in condivisione anziché una propria e se questo rappresenti davvero un beneficio.
Ho ben presente un'immagine di te e la tua bici carichi fino all'inverosimile, dopo una puntata all'Ikea di Utrecht, per gli acquisti necessari all'allestimento della tua prima casa. Se ci penso sto ancora male. Evviva l'imborghesimento, se questo porta con sé a un po' meno di spavalderia e un po' più di sicurezza.
RispondiEliminaIntendi dire questa foto qui?
EliminaNon era poi così carica alla fin fine.
No. Non penso che quando hai comprato tutto il necessario per la casa tu abbia avuto anche modo di farti un selfie. E poi allora non si usavano ancora i selfie. Penso che sia una immagine mentale che mi sono creata sentendo la tua descrizione. Comunque non è male nemmeno questo carico fotografato, sufficiente a sbilanciare un ciclista poco provetto.
RispondiEliminaPer la cronaca sono andato in bici per circa vent'anni prima di approdare in Olanda, non è che ho imparato lì.
EliminaBeh, potresti costruirti una cargo bike.
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