mercoledì 7 febbraio 2018

Candelora.

Il giorno della Candelora a Bonn la temperatura era relativamente mite e, dopo tre mesi di piogge sostanzialmente ininterrotte, Giove pluvio si era preso un giorno di riposo. Il Reno mugghiava avvicinandosi minaccioso agli argini, in alcuni punti travalicandoli abbondantemente, e tutto lasciava presagire che forse, tutto sommato, il più era fatto e si poteva serenamente aspettare luglio per vedere la primavera.
Il mugghiante Reno da Kennedybrücke.
Tuttavia, poiché le condizioni climatiche al di sopra delle alpi sono sostanzialmente indipendenti da quelle al di sotto, suppongo che le virtù profetiche della Candelora non si applichino qua nel grande nord, per cui non mi sarei comunque sentito di sbilanciarmi in avventate previsioni metereologiche a breve, medio, o lungo termine.
Ciò premesso, ieri mattina un nevischio sottile ha iniziato a cadere senza troppe pretese. E però con una certa ammirevole tenacia non ha mai smesso fino a sera, quando la situazione si presentava così:
All'ingresso del condominio.

Dal terrazzo.
Non so per quanto abbia continuato, non credo tutta notte, ma comunque al suo risveglio Bonn si è ritrovata così.
Audace panoramica dal terrazzo.
La strada che ho davanti a casa, con scorcio sulla Sebastianshaus,
la casa di accoglienza per alcolizzati, amichevolmente chiamati "i droghez".
Il salice piange, chiedendosi cos'ha fatto di male.
Di nuovo all'ingresso.
Dalla finestra dell'ufficio
(qualche mese fa si presentava così, per dire)

E quindi non lo so, forse de l'inverno semo drento, chissà.

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