L'Università di Bonn festeggia quest'anno il suo bicentenario ed è un
susseguirsi di iniziative per celebrare degnamente il traguardo.
In questo contesto, ieri sono stato al concerto dell'Orchestra Sinfonica Waseda di Tokio, di passaggio a Bonn durante la loro tournee europea.
E' un'orchestra universitaria, i cui componenti sono studenti di altre discipline e musicisti dilettanti, dove per dilettanti si intende soltanto che non sono stipendiati da musicisti, perchè di dilettantesco non hanno proprio niente. Infatti la prevendita dei biglietti per le date della tournee sono tutte esaurite, o almeno così ci hanno detto.
Hanno suonato l'Ouverture per una festa accademica di Brahms, la Pastorale di Beethoven (Sinfonia n. 6 in fa maggiore Op. 68) e poi due arie popolari giapponesi arrangiate per orchestra. Non sono un intenditore e nemmeno un appassionato di musica classica, per apprezzare la quale è probabilmente necessario dedicare un po' di tempo allo studio e mi sono sempre scioccamente tirato indietro, ciò nonostante lo spettacolo è stato proprio bello ed ho provato un po' di invidia, oltre che ovvia e naturale ammirazione, per gli eccezionali ragazzi dell'orchestra, che oltre ai loro studi hanno avuto la pazienza e l'impegno, evidentemente da molti anni, di spendere il loro tempo libero imparando a suonare anzichè guardando video su youtube. Bravi.
In questo contesto, ieri sono stato al concerto dell'Orchestra Sinfonica Waseda di Tokio, di passaggio a Bonn durante la loro tournee europea.
E' un'orchestra universitaria, i cui componenti sono studenti di altre discipline e musicisti dilettanti, dove per dilettanti si intende soltanto che non sono stipendiati da musicisti, perchè di dilettantesco non hanno proprio niente. Infatti la prevendita dei biglietti per le date della tournee sono tutte esaurite, o almeno così ci hanno detto.
Hanno suonato l'Ouverture per una festa accademica di Brahms, la Pastorale di Beethoven (Sinfonia n. 6 in fa maggiore Op. 68) e poi due arie popolari giapponesi arrangiate per orchestra. Non sono un intenditore e nemmeno un appassionato di musica classica, per apprezzare la quale è probabilmente necessario dedicare un po' di tempo allo studio e mi sono sempre scioccamente tirato indietro, ciò nonostante lo spettacolo è stato proprio bello ed ho provato un po' di invidia, oltre che ovvia e naturale ammirazione, per gli eccezionali ragazzi dell'orchestra, che oltre ai loro studi hanno avuto la pazienza e l'impegno, evidentemente da molti anni, di spendere il loro tempo libero imparando a suonare anzichè guardando video su youtube. Bravi.
| L'Orchestra Waseda, o almeno una sua parte visto che ne manca metà ma questa è la foto che ho trovato sul sito dell'università. Di foto io non ne ho scattate, mi pareva inappropriato. Altri nel pubblico hanno fatto valutazioni diverse e li odio per questo. |
Una nota di biasimo va invece fatta al pubblico.
A parte gli applausi tra un movimento e l'altro della sinfonia, che lì se uno non è abituato non sa mai cosa fare, e pure io mi domando sempre se c'è da applaudire oppure no, mi pareva che la Panfili alle medie mi avesse insegnato di no, ma vai a sapere, sono passati vent'anni, magari le usanze sono cambiate (no, non sono cambiate, si aspetta la fine, e la fine è quando il direttore si inchina, magari si potrebbe mettere un cartello informativo all'ingresso?).
A parte il concerto di un'orchestra parallela di vecchi catarrosi che tossivano incessantemente, spesso sul più bello (avete presente la fine della Pastorale? Ecco, lì, gran finale, immaginate un bel colpo di tosse celebrativo, 'taccitua, ti costava proprio aspettare un decimo di secondo che partisse l'applauso), che va beh, dovevate stare a casa, magari all'ospedale, ma la passione per la musica è troppa, va beh, pazienza. Ma che dire delle persone che andavano avanti e indietro tutto il tempo? Che a me danno fastidio ai concerti in stadio, quelli che magari vanno in bagno o a prendersi la birra e poi vogliono tornare in transenna, ma in stadio amen, non è che fanno rumore, ma in una sala col pavimento in legno con un'orchestra sinfonica che sta suonando è proprio necessario avere il sottofondo dei vostri passi avanti e dietro? Che se dovete andare in bagno e non la potete tenere un'oretta fino alla fine io vi capisco, magari avevate un disturbo, che ne so, la salute bisogna riguardarsela (magari stando a casa invece che andando ai concerti), ma potevate almeno stare in ultima fila, vicino all'uscita? O aspettare la fine del brano, sono quattro in un'oretta, capirai, al massimo dura venti minuti.
E invece niente da fare. A parte tutto questo. Ma alla fine del concerto, quando ci sono gli applausi e noi siamo tutti entusiasti lì in piedi, che oggidì ci si alza in piedi pure per la Littizzetto, con rispetto parlando, ti immagini se non se lo merita l'Orchestra Waseda, quando siamo tutti lì, dico, e il direttore esce e poi rientra, e l'attempata signora vicino a me ulula belluina come davanti a William Wallace prima della battaglia di Stirling, a quel punto non si può semplicemente indossare il cappotto e uscire. Dai, è scortese. Almeno aspettate che il rettore ringrazi, che l'orchestra esca soddisfatta del proprio concerto. Almeno aspettate che si accendano le luci. Invece no, applaudire si è applaudito, ululare si è ululato, si va. E così, con i ragazzi e il direttore ancora tutti sul palco, le persone hanno cominciato disordinatamente e rumorosamente a uscire. Che io non sopporto quelli che al cinema si alzano prima ancora che inizino a scorrere i titoli di coda, magari c'è una scena finale per i più tenaci, o vuoi vedere i nomi di qualche attore per cercare di ricordartelo e invece non puoi ché c'è un idiota in piedi davanti a te, ma almeno lì non c'è il regista sul palco che ci rimane male, come forse è successo ieri agli interdetti musicisti dell'Orchestra Sinfonica Waseda di Tokio.
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