sabato 9 novembre 2019

Nubi la sera, lagoa e caldera.

Le Azzorre sono isole vulcaniche, capricci di lava sparati dal centro della Terra nel mezzo dell'Atlantico e risaliti a fatica dal fondale marino fino alla superficie. A São Miguel vi sono luoghi di vulcanesimo attivo, come a Furnas, dove la gente ancora cucina mettendo i pentoloni in grosse buche scavate nella terra e sfruttando il calore geotermale, o a Ponta da Ferraria, dove si fa il bagno in acqua calda o fredda a seconda della marea che si mescola all'acqua delle solfatare, e vestigia di vulcani passati, oggi trasformati in placidi laghi di montagna. E poi ci sono fiumi di acqua a trentacinque gradi nelle cui pozze stare a mollo, rimirando la foresta tropicale tutto intorno. Cercando di conciliare l'idea di ciò che si sapeva possibile, basata sull'esperienza, con ciò che si vede e che con quella idea del possibile aveva poco a che spartire. Dopotutto, viaggiare serve a questo.

Lagoa Verde, Lagoa das Sete Cidades.

Lagoa Verde e Azul, separate da un ponte.
 
Ponta da Ferraria, dove oceano e fonte termale si mescolano.

Ponta da Ferraria.
 
Lagoa da Furnas.

Sorgente geotermale di Furnas, dove si cucina a terra.
In tutti i sensi.

Sorgenti termali di Furnas.

Cottura delle panoncchie a Furnas

Furnas, terme Poça da Dona Beija.

Furnas, terme Poça da Dona Beija.

Ilhéu do Vila Franca do Campo,
la cui forma circolare tradisce la propria origine.

Lagoa do Fogo.

Lagoa do Fogo.

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