La settimana scorsa, in occasione della Giornata della Memoria, Ascanio Celestini ha riproposto il suo spettacolo "Radio Clandestina" che racconta la storia dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, ma non in un minuto, ché la storia volendo si racconta pure in un minuto, ma partendo dall'inizio, che non è il 23 marzo e neanche il 22 marzo, ma è l'Ottocento, cioè quando Roma diventa Romacapitale. Lo spettacolo, nel caso vi fossero dubbi, è bellissimo ed emozionante perché il Celestini, dalle ombre di un palco spoglio e buio, fa apparire le borgate romane e i poveracci che le abitavano, i fascisti, i nazisti, gli ebrei, i partigiani, i morti e gli scampati, parlando a raffica per un'ora e mezza.Dopo lo spettacolo è stato possibile incontrarlo, il Celestini, nella libreria a fianco all'Auditorium. Noi l'abbiamo fatto ed anche se la timidezza ha impedito di dire più che due parole, perché parlare a un attore e autore è un po' come rompere un incantesimo, una piccola dedica sul suo libro ce l'abbiamo.
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