Salire sulla Majella non è forse un'impresa alpinistica, anche se da qualunque lato si salga bisogna mettere in conto da un minimo di 1000 a un massimo di 2400 metri di dislivello. Quello che lo rende faticoso sono le condizioni ambientali, in cui si passa dal gran caldo al gran freddo e viceversa nel giro di un'ora, e la sua estensione, perché per raggiungere la vetta del Monte Amaro, a meno di non fare la direttissima da Campo di Giove (che però dicono sia meno bella perché si cammina sulle piste da sci), è necessario attraversare tutto il massiccio, il quale si estende per chilometri e chilometri di saliscendi tra gli "sfasciumi" che moltiplica il dislivello, sembra non finire mai e logora le forze. Noi in cima al Monte Amaro non ci siamo arrivati, ma abbiamo salito la seconda vetta della Majella, il Monte Acquaviva.
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Il Monte Focalone (forse) visto dal lungo avvicinamento alla Majella dal versante nord.
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| Sulla spalla del Monte Focalone (forse) | |
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La Majella
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La cima del Monte Amaro con la cupola del bivacco Pelino
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La traversata fatta fin qua, con il lontananza le antenne del rifugio Pomilio
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La croce del Monte Acquaviva
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Monte Amaro dalla cima dell'Acquaviva
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