venerdì 27 gennaio 2023

Sulle tracce di Pier dal Morrone

La Majella e le valli circostanti portano le tracce di un medioevo culturalmente ricchissimo, con una variegata collezione di borghi "più belli d'Italia". Se ciò non bastasse, questa è anche terra di eremi dove andare a ritrovare le fatiche di frati sconosciuti e anche di uno più celebre, assurto suo malgrado a una fama che non aveva cercato.

Dei molti che ce ne sono, in vari stati di conservazione, ne abbiamo visti due. L'Eremo di Santo Spirito, abitato forse già dall'anno Mille e poi per secoli da frati di varie congregazioni fino a fine Settecento ed oggi comodamente raggiungibile in automobile. E l'Eremo di San Giovanni, nella valle dell'Orfento, cui invece si accede solo a piedi e non senza fatica. È anche quasi invisibile da fuori e vi si entra tramite una scalinata scavata nella roccia al termine della quale una passerella sembra terminare nel vuoto ma invece, se si striscia e ci si prostra e si ha fede che non si precipiterà nel vuoto, si raggiunge una saletta che è tutto ciò che l'eremita avesse a disposizione.

Eremo di Santo Spirito

Porta dell'Eremo e forse anche più in su...

Passerella tra ambienti dell'Eremo

Ai frati la bella vista non dispiaceva

Locali scavati a mano nella roccia

Ascesa all'Eremo di San Giovanni

Gradini che portano all'Eremo
Passerella per accedere all'Eremo
(l'ultimo tratto va fatto strisciando e no, non si vede che il passaggio porta da qualche parte, ci vuole fede)

L'Eremo di San Giovanni sopra l'omonima grotta



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