Lo scorso fine settimana, venerdì incluso, Bruna e io siamo stati a Weeze.
Uno dei maggiori quesiti relativi a questa amena località niederrheinica riguardava la pronuncia del nome. Uize, con la zeta dolce come in zzz del fumetto della mosca in volo? Vize? Ueeze?
Ebbene no.
Svelato da un suo abitante, nonché gestore dell'albergo castello dove siamo stati, si dice Veze, con la z dura di pazzia. Per sfortuna, esattamente come i tedeschi leggono la sigla WC. Cambia un poco l'accento, e la durata della "e", ma il senso è quello. Esacerbati dall'irriverente ironia che il destino ha riservato loro, e desiderosi di riscatto, i weeziani si sono sforzati di rendere il loro piccolo paesino un posto degno.
Degno di cosa?
Non si sa.
Ma è degno.
Ha un fiume, o forse un canale, che è navigabile. E frotte di turisti si divertono a noleggiare canoe e gommoni e sfrecciare urlanti e rincretiniti lungo il verso della corrente. Ha piste ciclabili percorse incessantemente da turisti e meno turisti. Ha una chiesa in perfetto stile gotico nordico, a mattoncini rossi. Ha l'ordinata cura dei paesi tedeschi. Ha un sacco di boschi, cavalli e animali da allevamento. Ha due ristoranti italiani e una pasticceria. Ha un ristorante che offre cevapcici e rasnici per triestini malinconici (no, non li ho presi). Ha (più d')un albergo che era un castello, ed è ancora un castello solo che adesso gli abitanti sono turisti e non più i principi di Prussia. Ha una base militare alleata della seconda guerra mondiale, trasformata in aeroporto per Ryanair e altre compagnie lowcost.
Insomma, ha dignità.
Un paese chiamato toilette non poteva essere meno che bellino, per non attirarsi l'ironia di tutti i germanofoni del mondo oltre a quella del fato.
Beh, Weeze non è il centro del mondo, non il cuore pulsante di vita della Germania del nord. Non è Amburgo, se volete saperlo.
Ma è bellino (sole e buona compagnia aiutano).
io direi Weeze-Charleroi 1-0 per il momento!!! :)
RispondiEliminaWeeze-Charleroi è decisamente più dignitoso.
RispondiEliminaanche se.. dove lo mettiamo l'intramontabile fascino della decadenza post industriale? il romantico grigiore del cemento belga?
RispondiElimina:D
Questo mi fa tornare in mente che la maestra Zambruno, quando ci siamo visti al pranzo delle elementari un anno fa, mi ha detto che di me si ricordava che nei temi e nei compiti capitava che io usassi parole, anche ricercate, a sproposito.
RispondiEliminaLe ho risposto che lo faccio ancora.
Scambiare "degno" per "dignitoso" penso che si possa ascrivere nel novero di questi errori.