Per non mangiare da solo venerdì sera ho invitato qui a cena Aleco, Marc e Maria, dei colleghi del SIU, l'istituto di astronomia dove lavoro. E' stata una serata simpatica, spero che si ripeterà. Anche perché Maria, Aleco e io abbiamo cominciato il dottorato a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro, perciò sarebbe una trovata mica male quella di fare amicizia.
Aleco, o Alex, è Alexandros, un ragazzo greco molto simpatico e dalla battuta pronta, con cui ho già diviso la camera al NAC, la conferenza a cui ho partecipato a maggio.
Maria invece è una ragazza spagnola, simpatica e malinconica, che pensa di essere troppo vecchia per fare il dottorato ma che era stufa di stare in Spagna dove lavorava a colpi di contratti di qualche mese (questa storia mi ricorda qualcosa...).
Marc è un'istituzione dell'università di Utrecht, uno di quegli studenti che fanno la crosta e non se ne vanno più. A 29 anni deve ancora finire la laurea specialistica. C'è da dire che in mezzo ha anche lavorato, e credo che lavori anche adesso. E poi, è ormai alla fine, e anche se non lo fosse sarebbe simpatico comunque, perciò perché preoccuparsi della sua carriera?
Ieri invece me ne sono stato a casa per conto mio, e ho approfittato dell'occasione per guardare Draquila, il film di Sabina Guzzanti. Ha fatto un lavoro davvero stupendo, e la violenza di quello che è successo l'anno scorso mi ha colpito con forza, specie sapendo che solo l'altro giorno gli Aquilani sono stati di nuovo pestati dalla polizia quando manifestavano a Roma.
Vivendo all'estero, si finisce ad apprezzare molte cose del proprio Paese d'origine. Quando però si vedono questi spettacoli, la nostalgia passa e ci si trova a chiedersi ma che cosa c'è che non va, in noi, che ci mettiamo sempre nelle mani di gente così. Montanelli nel 2001 alla vigilia delle elezioni (dopo che Fini ebbe detto: "faremo piazza pulita") disse che gli Italiani non sono capaci di andare a destra senza finire nel manganello. Qua il manganello è solo quello dei poliziotti, perché per il resto, mi pare che le armi usate siano la lupara (oramai il kalashnikov) e la diffamazione. La grettezza e la volgarità dei cosentini, carboni, bertoladri, cicchitti e compagni vari non conosce limite né umana vergogna. Ecco, io non so cosa dire difronte a tutto questo, se non che mette molta tristezza.
Domani è il 19 luglio, e io me lo ricordo bene il 19 luglio di 18 anni fa. Per essere sincero, mi ricordo il 23 maggio di 18 anni fa, quell'incredibile cratere in mezzo all'autostrada in Sicilia che vedevo nella televisione philips al posto dei cartoni animati che sarebbero dovuti andare in onda. Non saprei dire se il nome di Falcone lo conoscevo già, magar l'avevo sentito. Il 19 luglio, invece, forse eravamo tutti in vacanza in montagna, a Sankt Jakob direi. Perciò chi lo sa quand'è che ho sentito parlare per la prima volta di via D'Amelio. Il 19 luglio "è finito tutto", disse il giudice Caponnetto. Sarebbe meglio non dimenticarsene.
e pensa che ieri hanno distrutto a Pa. le statue di Falcone e Borsellino. Oggi dovevano essere inaugurate e, nonostante lo sfregio, solo un centinaio di persone erano presenti alla cerimonia di memoria e di compianto e di testimonianza.
RispondiEliminaFai molto bene a scrivere e ravvivare la memoria anche da lì.
Saranno senz'altro più di cento a non dimenticare.
W quei due grandi e veri siciliani!
Zmat
Sì, Carlo, eravamo a Sankt Jakob e abbiamo sentito la notizia la sera stessa alla tv austriaca, increduli che potesse essere successo un'altra volta. Ricordo perfettamente la voce di Caponnetto, incrinata dalle lacrime, dire quelle parole.
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