mercoledì 21 luglio 2010

Ragazzi, questo è geniale!

Penserete che sono un po' fissato, ma questo articolo mi ha fatto proprio ridere (amaramente).


Di Marco Travaglio, da L'Espresso.

Ogni giorno un nuovo scandalo. Dell’Utri mafioso anche in appello. Vecchie P2 e nuove P3 in azione. Ma ecco un libello che fin dal titolo mette il dito sulla vera piaga d’Italia: “Il morbo giustizialista” (ed.Marsilio). L’hanno scritto Giovanni Fasanella, giornalista di Panorama, e Giovanni Pellegrino, avvocato, già senatore Ds, presidente della commissione Stragi e difensore di Previti: a loro avviso le anomalie italiane sarebbero i pm troppo indipendenti, il loro “indubbio accanimento” contro B. e una sinistra succube del “partito delle Procure” che, anzichè separare le carriere come richiesto da Gelli, Craxi e B., si attarda in una “sterile” difesa della Costituzione.

La parte più avvincente del pamphlet è quella che si addentra nella recente
storia giudiziaria per avvalorare la tesi dei due Giovanni. Si parte dal “processo Mills in cui Berlusconi era imputato” (falso: è ancora imputato, congelato dal legittimo impedimento): “qualsiasi persona dotata di un minimo di conoscenza della giustizia prevedeva che sarebbe andato in prescrizione” (falso: la prescrizione sarebbe scattata nel 2014, ma fu retrodatata al 2009 grazie alla legge ex Cirielli approvata dall’imputato B.). Altra rivelazione: “Nessuna iniziativa delle Procure contro Berlusconi è mai arrivata a una sentenza di condanna, nemmeno di primo grado” (falso: B. fu condannato in primo gradotre volte, nei processi Macherio, All Iberian e Guardia di Finanza). Per far saltare la Bicamerale, il pm Gherardo Colombo l’avrebbe “paragonata sul Corriere della Sera addirittura al Piano di rinascita nazionale di Gelli” (falso: il Piano era “di rinascita democratica” e Colombo nell’intervista non vi accennò neppure).

Ancora: il governatore abruzzese
Del Turco e il sindaco pescarese D’Alfonso furono “arrestati,costretti alle dimissioni e abbandonati” dal Pd, poi si scoprì che per il primo “le accuse erano del tutto inconsistenti” e il secondo era “del tutto estraneo” (doppio falso: Del Turco e D’Alfonso sono imputati in udienza preliminare). Pura psichedelia la storia della caduta del secondo governo Prodi: tutta colpa dell’inchiesta Why Not del pm De Magistris, “che notificò a Prodi un clamoroso avviso di garanzia”. Falso pure questo: non ci fu alcun avviso di garanzia, Prodi fu soltanto iscritto nel registro degl’indagati nel 2007;il suo governo cadde nel 2008 quando il ministro Mastella, appena indagato a Santa Maria Capua Vetere con la moglie arrestata, fece il ribaltone. Ma, secondo i due fantasiosi autori, “De Magistris fece in modo di essere ascoltato 17 volte dalla Procura di S. Maria Capua Vetere e di lì partì un avviso di garanzia per Mastella. Il quale si dimise,il governo andò in crisi, poi l’inchiesta finì in una bolla di sapone” (falso: De Magistris fu più volte sentito a Salerno, mentre l’inchiesta di S. Maria sui Mastella & C. è in udienza preliminare a Napoli). E via delirando per 122 pagine.
Ora, può darsi che i “giustizialisti” soffrano di un terribile morbo. Quel che è certo è che i “
garantisti” stanno poco bene.

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