lunedì 23 aprile 2012

Yambo

8 gennaio 1988, Quito (Ecuador). Santiago e Andres spariscono senza lasciare traccia. 
Hanno diciassette e quattordici anni, l'ultima volta che sono stati visti hanno accompagnato a scuola la loro sorella minore. Santiago e Andres di cognome fanno Restrepo, un cognome colombiano. In quegli anni, in Ecuador, Colombia è sinonimo di narcotraffico. I genitori tornano due giorni dopo da una breve vacanza al mare. Incomincia una folle odissea tra menzogne della polizia, false prove, false notizie, false speranze. I genitori continuano a credere che i figli siano vivi per più di un anno, fino a quando un poliziotto non confessa di aver visto nella caserma i figli torturati e di aver partecipato alla spedizione che ha gettato i corpi nel lago Yambo. Ma anche allora la verità è sfuggente, e ancora due anni dopo alla telefonata di un uomo che dice di averli visti vivi i genitori sono disposti a credere. Alla fine si convinceranno che Santiago e Andres non torneranno a casa, ma la lotta per raggiungere la verità e ritrovare almeno i loro corpi continua. Ogni mercoledì vanno davanti al palazzo presidenziale con dei cartelli, degli striscioni, a chiedere giustizia. All'inizio nel disinteresse generale, poi via via supportati da un numero crescente di persone, parenti di altri desaparecidos, attivisti dei diritti umani, cittadini qualunque. Una commissione internazionale accerterà le responsabilità della polizia, tanto nella scomparsa dei due ragazzi quanto nelle mancate indagini, nelle false testimonianze, nell'inquinamento delle prove. I colpevoli però non ci sono, chi sa tace, eccetto per quel poliziotto che non ritratta mai la sua tesi nonostante le minacce e i tentativi di omicidio che subisce. Si può sparire senza lasciare traccia. A diciassette e quattordici anni, senza una ragione. Se non, forse, per un cognome colombiano e un'auto guidata senza patente.
Quando mercoledì avrete un attimo libero, pensate che c'è un uomo, nella Plaza Mayor di Quito sotto il palazzo presidenziale, che chiede giustizia.

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