mercoledì 16 maggio 2012

L'infanzia tradita

Sono sempre stato un grande sostenitore dell'Europa unita, e come diretta conseguenza dell'Euro. Gli accordi che hanno portato alla costruzione, un passo dopo l'altro, all'unione monetaria e politica sono stati siglati in anni in cui ero avevo già un'età sufficiente a capire che stava succedendo qualcosa di importante, e la pubblicità che ne fu fatta in quel periodo era tutta a favore. Eccetto forse per la Lega, e anche questo era pubblicità a favore, per me, già allora. Come poteva essere un male viaggiare per tutto un continente senza il bisogno di visti e passaporto, e senza fare la fila alla frontiera, per cambiare la valuta, com'era stato necessario fare dal '90 in poi, quando abbiano inziato ad andare in vacanza in Austria (e da lì, altrove).
Sembrava bello, sembrava il primo passo verso un radioso futuro di unità e fratellanza internazionale. Che fine hanno fatto, ora, questi begli ideali di gioventù?
Is a dream a lie if it doen't come true, or is it something worse?
Alla fine, si sta risolvendo tutto in un grande imbroglio. Non un complotto, una teoria cospirativa dei massoni per prendere il controllo dell'Europa, del mondo, della Galassia. Non è necessario questo, e non c'è un cattivo da combattere, sconfitto il quale si ristabilisce la giustizia. ("ristabilisce"? C'era, prima?)
Credo di averlo già raccontato, mi ripeterò. Ricordo che in seconda media la professoressa di lettere ci diede da scrivere, come tema in classe, in quale epoca storica ci sarebbe piaciuto vivere. E io scrissi che avrei voluto vivere durante la Rivoluzione francese, per poter lottare per gli ideali di libertà, fratellanza, uguaglianza, eccetera eccetera. Un entusiasta. Adesso forse siamo in un periodo come quello, in cui ad essere in pericolo sono, stringi stringi, quegli stessi ideali. Perché se c'è gente che si ammazza per i debiti da pagare e gente che la cifra corrispondente a quel debito la incassa in un'ora, dov'è l'uguaglianza? Dov'è la fratellanza, se ci troviamo contrapposti per colore del colletto, per colore della pelle o della bandiera, arroganti tedeschi, pigri greci, buffoni italiani e così via? Quale libertà può esserci se l'alternativa è tra il suicidio e la rinuncia ai diritti civili?
Che la Rivoluzione francese fosse rimasta incompiuta non è poi una grande novità (se n'era già accorto Foscolo, e probabilmente pure tutti quelli che non scrivono di cimiteri). Cosa si può fare adesso? Il me stesso di quindici anni si sente profondamente tradito, checché ne dica il me stesso attuale che non ci pensa, finge di non ricordare o che non gl'importi.
In questo momento la tentazione generale è di fare qualcosa di stupido: entrare nella lotta armata, indossare la camicia di qualche colore spiacevole, votare il Movimento a 5 stelle. Prima di cadere in una di queste tentazioni, o in altre ugualmente nocive, ho deciso di cercare di capire. La mia Rivoluzione personale parte da qui. Finalmente ho trovato un blog dove un professore di economia parla in italiano. Soluzioni non ne troverò, ma almeno cercherò di imparare qualcosa.
Verso la catastrofe, ma con ottimismo.

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