venerdì 25 maggio 2012

Un compleanno.

Il 25 maggio è il compleanno di una mia amica, ma spero mi scuserà se non è a lei che penso in questo momento.
Oggi Enrico Berlinguer avrebbe compiuto 90 anni. E io avrei tanta voglia di potergli fare gli auguri, e di poter leggere qualche insulso articolo celebrativo del grande vecchio del glorioso PCI. Invece niente, lui se n'è andato 9 giorni dopo che sono arrivato io e perciò tutto quello che mi è rimasto per conoscerlo sono articoli di giornale, vecchi discorsi, video d'epoca.
Peccato.
Tempo fa, una trasmissione sulla Rai era dedicata a lui. Divisa in quattro parti, la si trova su youtube: 1, 2, 3, 4, ammesso che la Rai non se ne accorga e le faccia rimuovere. A me questa trasmissione non è piaciuta per niente, è troppo comodo descrivere una persona a distanza di vent'anni con toni agiografici, come fosse un eroe scomparso anzitempo, mentre all'epoca lo massacravano, e qualche maiale lo dipingeva come una minaccia. Minoli era una nullità allora come oggi, le sue domande "qual è il suo difetto?, qual è il suo pregio?" sono imbarazzanti per il giornalismo, quindi non è che ci si potesse aspettare molto di più. Veltroni avvilente come sempre, ma si sa che lui è un ammiratore della "modernità" di Craxi, colui che ebbe la grande intuizione di rubare prima degli altri, un genio. Da questa trasmissione non si impara assolutamente nulla, l'avrebbero potuta fare tale e quale solo con modifiche minime (e probabilmente l'hanno fatta) su Aldo Moro, Fabrizio De André, Ayrton Senna. Tuttavia c'è di buono che si vedono alcuni filmati d'epoca e da questi e dal ricordo delle persone che l'hanno conosciuto bene, in particolare il suo autista e l'agente di scorta, traspare quanto lui dovesse essere una brava persona. Timido, dicono. Più che timido, io direi schivo. O forse anche timido, in fondo non sono io che l'ho conosciuto. Di certo coraggioso, e convinto dei suoi ideali.
Non bisognerebbe idealizzare le persone, è facile e consolante pensare a quanto sarebbe stata diversa la nostra storia se quel giugno '84 l'ictus fosse venuto a qualcun altro. Però oggi che il lavoro è "un problema", così come lo sono "i giovani" (?) e "le donne" (!), oggi che il lavoro è "un mercato" come quello delle vacche, o come quello degli schiavi, oggi in queste condizioni forse ci vorrebbe qualcuno che i lavoratori li difenda anziché umiliarli e ricattarli a suon di "paccate di soldi" ed "esodi". Ci servirebbe un partito credibile che miri a ridurre il divario sociale tra poveri poveri e ricchi ricchi, guidato da qualcuno la cui integrità morale sia tale da renderlo un interlocutore autorevole indipendentemente dalle sue idee. Insomma, forse a conti fatti non farebbe male avere ora un partito comunista vero, e un segretario come lo fu lui.
Buon compleanno, compagno Berlinguer.

1 commento:

  1. A volte capita di sentire affini anche persone che non si frequentano, con cui non abbiamo condiviso il tempo delle lunghe conversazioni cercando di esplorare noi stessi e il mondo. Così mi capita di sentirti vicino per come ricordi e vuoi ricordare Enrico Berlinguer. Poi la coincidenza fulminante. Ho aperto il video di Gaber e lo stesso pezzo - "io sono comunista" - lo avevo appena ascoltato a teatro a Udine, poco più di due settimane fa, rifatto splendidamente da Maddalena Crippa. In uno spettacolo da lei messo in scena tutto su Gaber dal titolo "E pensare che c'era il pensiero". Se puoi sapere dove e quando lo daranno in giro per l'Italia, o anche in Europa, ti suggerisco di non perderlo.
    Ecco, B. pensava e ci induceva a pensare con libertà e coraggio.
    Grazie Carlo.
    Zmat

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