E' da un po' che non scrivo dei libri letti di recente, la ragione è in parte la pigrizia in parte l'idea che boh, non è poi tanto interessante.
Se lo facessi su twitter, avrei pochi follower e Gasparri mi prenderebbe in giro con il consueto garbo. Ma il fatto di non avere twitter mi salva da quest'onta.
Comunque sia, interrompo il silenzio bibliofilo per parlare di "Moving Pictures" di Terry Pratchett, perché mi ha davvero sorpreso. A vedere la copertina, è il classico esempio di libro che non leggerei mai. Robaccia fantasy che non mi è mai piaciuta, con una sola eccezione, tutt'ora difficile da spiegare. Infatti, non penso che mi sarei mai imbattuto in un autore del genere se non fosse uno dei preferiti del mio blogger di riferimento.
Sicché, con gran sopresa, celato dietro una copertina orrenda, si snoda un romanzo ironico e avvincente sugli albori del cinema.
Con l'umorismo affilato e intelligente tipicamente britannico si racconta l'invenzione delle foto in movimento, il magico richiamo che porta donne, uomini, troll, animali a raggiungere una località costiera (quasi) disabitata, Bosco Sacro (in italiano è sottile da capire), per "girare" pellicole d'ogni genere, tipicamente avventure in paesi lontani, mentre gli alchimisti cercano di trovare un modo per aggiungere l'audio e degli spettri specializzati forniscono il colore. Contro ogni (mia) aspettativa, un racconto divertente e arguto sulla magia del cinema. Se capita, leggetelo: non guarderete più un film con gli stessi occhi!
Se lo facessi su twitter, avrei pochi follower e Gasparri mi prenderebbe in giro con il consueto garbo. Ma il fatto di non avere twitter mi salva da quest'onta.
Comunque sia, interrompo il silenzio bibliofilo per parlare di "Moving Pictures" di Terry Pratchett, perché mi ha davvero sorpreso. A vedere la copertina, è il classico esempio di libro che non leggerei mai. Robaccia fantasy che non mi è mai piaciuta, con una sola eccezione, tutt'ora difficile da spiegare. Infatti, non penso che mi sarei mai imbattuto in un autore del genere se non fosse uno dei preferiti del mio blogger di riferimento.
Sicché, con gran sopresa, celato dietro una copertina orrenda, si snoda un romanzo ironico e avvincente sugli albori del cinema.
Con l'umorismo affilato e intelligente tipicamente britannico si racconta l'invenzione delle foto in movimento, il magico richiamo che porta donne, uomini, troll, animali a raggiungere una località costiera (quasi) disabitata, Bosco Sacro (in italiano è sottile da capire), per "girare" pellicole d'ogni genere, tipicamente avventure in paesi lontani, mentre gli alchimisti cercano di trovare un modo per aggiungere l'audio e degli spettri specializzati forniscono il colore. Contro ogni (mia) aspettativa, un racconto divertente e arguto sulla magia del cinema. Se capita, leggetelo: non guarderete più un film con gli stessi occhi!
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