lunedì 22 aprile 2013

Diaz.

Ieri, giusto per sentirmi meglio, ho guardato "Diaz. Don't clean up this blood", il film di Daniele Vicari. Un bel lavoro, gran parte degli attori e` imbarazzante ma nel complesso la storia e` ben raccontata, in maniera avvincente ma scarna, non c'e` bisogno di fuochi artificiali per tenerti inchiodato allo schermo.
Io me lo ricordo il luglio 2001. Ero al Campo scout quando leggemmo di Carlo Giuliani, e su tutti i giornali si vedeva la foto di questo pazzo con l'estintore che carica da solo una camionetta della polizia neanche fosse William Wallace. Si venne poi a sapere cos'aveva dovuto subire quella gente, presa in mezzo tra i black block da una parte e i tonfa dall'altra. Si venne a sapere che la camionetta per non sbagliare ha fatto un po' di avanti e indietro sul suo cadavere. Mi ricordo dell'orrore della Diaz, delle mezze verita` e falsita` complete che furono dette dai vertici della polizia e del ministero per giustificare l'accaduto. Le persone presentate come sovversivi violenti, o ben che vada figli dei fiori scemi, che un due mazzate in testa magari gli fanno entrare un po' di sale in zucca. Mi ricordo anche che le prove generali di quello che accadde a Genova erano state fatte a Napoli pochi mesi prima, al Global Social Forum di marzo. Chi se lo ricorda piu`, oggi? Poi tutto e` passato in secondo piano, perche` e` venuto settembre.
In qualche modo la verita` e` venuta lentamente a galla lo stesso, negli anni, anche se i colpevoli non hanno pagato, anzi. Delle torture a Bolzaneto se n'e` saputo molto dopo, e chissa` chi se ne ricorda oggi, chissa` chi ci crede. Lo stesso regista ha detto che, quando hanno scritto la sceneggiatura basandosi sugli atti dei processi, hanno dovuto eliminarne gran parte perche` era talmente assurdo, terribile e raccapricciante, da ritenere che il pubblico non ci avrebbe creduto. Ricordo quando lessi queste cose sul sito di Beppe Grillo, quando ancora dava notizie utili prima di impazzire del tutto, e pensavo che in un Paese cosi` non ci volevo stare. Oggi non ci vivo piu`, e mi sento privo degli strumenti per comprenderlo, per capire che succede. Ma vedo che piu` che la corruttela, le baldracche, i gangster, gli affaristi, i baciapile e i minus quam, quello che piu` dovrebbe suscitare orrore e` pensare di scendere a patti coi responsabili di quello che accadde a Genova nel luglio 2001. Eppure continua a succedere.

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