Erano otto i gradi questa mattina, magra soddisfazione che fossero sopra
lo zero anziché sotto, ma per lo meno splendeva un bel sole.
L'autunno é arrivato senza farsi annunciare, nei Paesi Bassi, e c'é ben
poco che si possa fare se non adeguare il guardaroba alle necessitá,
inutile pensare che solo ieri l'altro a Vasto i gradi erano quasi
trenta, e persino l'acqua di mare era sopra i venti. Mentre la luce del
sole meridionale ferisce gli occhi, quella del nord sfuma i colori e
cosparge la geometrica campagna neerlandese di velata malinconia. C'é un
punto che mi piace particolarmente del tragitto in treno che percorro
due volte al giorno, ed é l'ingresso a Nijmegen, quando alla mattina dal
ponte della ferrovia il duomo nel centro della cittá si staglia a
oriente, con il sole basso alle spalle, e le ultime centinaia di metri
percorse lentamente prima di arrivare in stazione hanno l'aria di essere
una lenta sfilata in carrozza, e il mattino azzurro pare foriero di una
buona giornata. Mentre il Reno luccica, forse per l'oro dei Nibelunghi.
Il Reno, ma bisognerebbe dire i Reni, giacché in treno ne oltrepasso
tre, solo uno é quello principale, gli altri sebbene altrettanto larghi
sono solo canali, che un giorno qualche sovrano stufo di vedersi il
regno invaso ad ogni pié sospinto deve aver detto "spezzeremo i Reni
alla Germania" e i sudditi coscienziosi l'hanno fatto, e in piú parti,
tanto che pure ad Utrecht di Reni ce ne sono almeno altri tre, il Kromme
Rijn, il Leidsche Rijn, piú il Rijn quello autentico.
lo zero anziché sotto, ma per lo meno splendeva un bel sole.
L'autunno é arrivato senza farsi annunciare, nei Paesi Bassi, e c'é ben
poco che si possa fare se non adeguare il guardaroba alle necessitá,
inutile pensare che solo ieri l'altro a Vasto i gradi erano quasi
trenta, e persino l'acqua di mare era sopra i venti. Mentre la luce del
sole meridionale ferisce gli occhi, quella del nord sfuma i colori e
cosparge la geometrica campagna neerlandese di velata malinconia. C'é un
punto che mi piace particolarmente del tragitto in treno che percorro
due volte al giorno, ed é l'ingresso a Nijmegen, quando alla mattina dal
ponte della ferrovia il duomo nel centro della cittá si staglia a
oriente, con il sole basso alle spalle, e le ultime centinaia di metri
percorse lentamente prima di arrivare in stazione hanno l'aria di essere
una lenta sfilata in carrozza, e il mattino azzurro pare foriero di una
buona giornata. Mentre il Reno luccica, forse per l'oro dei Nibelunghi.
Il Reno, ma bisognerebbe dire i Reni, giacché in treno ne oltrepasso
tre, solo uno é quello principale, gli altri sebbene altrettanto larghi
sono solo canali, che un giorno qualche sovrano stufo di vedersi il
regno invaso ad ogni pié sospinto deve aver detto "spezzeremo i Reni
alla Germania" e i sudditi coscienziosi l'hanno fatto, e in piú parti,
tanto che pure ad Utrecht di Reni ce ne sono almeno altri tre, il Kromme
Rijn, il Leidsche Rijn, piú il Rijn quello autentico.
ahah spiritoso nonostante la malinconia!!
RispondiEliminaanche qui ieri l'autunno ha deciso di fare capolino, 13 gradi+pioggia+bora... ma è sembrato quasi un errore, oggi di nuovo sole :-)
baciiiii L.