lunedì 21 novembre 2016

Referendum

Qui da noi sabato si e` votato per il referendum.
Nel piu` religioso rispetto delle norme democratiche e del segreto dell'urna, abbiamo espletato il nostro dovere di cittadini sul tavolo del soggiorno, inserito la scheda elettorale nella busta bianca piccola, inserito la busta bianca piccola nella busta preaffrancata, staccato il tagliando elettorale dal certificato elettorale, inserito il tagliando elettorale nella busta preaffrancata insieme alla busta bianca piccola (ma NON nella busta bianca piccola), chiuso la busta preaffrancata e spedito tutto al consolato in modo che arrivi entro il 1 dicembre nonostante l'inerzia delle poste del medio-basso reno.

Questo processo, per quanto affascinante, non e` immune da rischi di contaminazione. Bisogna fidarsi del personale consolare e, per aver conosciuto persone che hanno fatto gli scrutatori in occasione delle elezioni europee e averne ascoltato i racconti, si puo` abbastanza serenamente dire che tale fiducia non e` necessariamente ben riposta.
Comunque, chiunque dovesse vincere e dovessero dire che il voto dall'estero e` stato determinante, dovessero i cosiddetti yes men appena accorsi in soccorso al vincitore parlare del senso di responsabilita` di chi osserva le vicende nazionali con il razionale distacco di chi le vede dal di fuori ma con l'ardore di chi le sente vicine e coglie l'importanza del cambiamento, o dovessero anche non dire nulla, che degli Italiani all'estero se ne ricordano solo quando hanno il dubbio che possano spostare qualche equilibrio per poi farli ricadere nell'oblio, un po' come pure gli Italiani in Patria, qualunque cosa dovesse insomma accadere, si sappia che c'e` chi dice no.

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