Ieri la giornata di lavoro e` andata interamente "persa" per il C.A.R., il Comitato Adescamento Reclute.
In pratica ci hanno chiesto di parlare brevemente di quello che facciamo a degli studenti della triennale e proporre loro possibili argomenti per la tesi.
Alla fine loro erano solo in quattro, e sono stati bombardati di presentazioni, se ci fossi stato io al loro posto avrei voluto ammazzarmi, probabilmente, ma invece devo ammettere che loro hanno reagito con encomiabile pacatezza e si sono sorbiti tutto quanto senza uno sbadiglio. O almeno, quando parlavo io mi pare che non abbiano sbadigliato, negli altri momenti non so perche` ero seduto dietro di loro e percio` non ho potuto controllare.
Scherzi a parte, qua prendono molto seriamente la questione di avere nuovi studenti, nuovi laureandi e via dicendo. I miei compagni dutch-speaking spesso sono impegnati in progetti con le scuole, per far pubblicita` all'astrofisica (e credo alla scienza in generale). Tutto questo mi pare ammirevole. Non saprei dire se sortisca effettivamente risultati (magari queste campagne le fanno tutti, anche i filosofi, i commercialisti, i ragionieri, medici, eccetera, percio` alla fine si parte comunque tutti alla pari) pero` l'impegno che ci mettono qui per avvicinare ragazze e ragazzi alle materie scientifiche e` veramente grande.
Non che gli scienziati siano necessariamente persone migliori delle altre (vi sono evidenze sperimentali in abbondanza per falsificare questa tesi) ma dovendo generalizzare direi che se uno e` abituato a ragionare tendenzialmente e` portato a fare meno cose sceme di uno con il cervello in comodato d'uso a parte terza, e se uno si sorbisce una facolta` scientifica per 5 anni tendenzialmente e` abituato a ragionare.
In tutto questo, comunque, non so se qualcuno di questi studenti si unira` al nostro gruppo. Ce ne sarebbe bisogno, giacche` ormai siamo rimasti soltanto in tre. Vedremo.
Dubito che lo facciano anche i medici o i commercialisti. Ma se fosse, credo che sarebbe una buona idea, che valga il rischio di qualche sbadiglio. Sembra che sia comunque uno stimolo a guardare in avanti abituandosi a sentirsi parte di un insieme più ampio che si evolve, ad apprezzare il valore del lavoro di altri e il rapporto di continuità nello sviluppo del sapere, e non ci si illude di poter fare a meno dell'esperienza di chi ci ha preceduto.
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