lunedì 6 giugno 2011

Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia...

Ancora una volta, scrivo dall'aeroporto aspettando la chiamata per il volo Transavia per Amsterdam. Tante cose si può dire di questa compagnia, ma non che non faccia della coerenza il suo cavallo di battaglia. Per tradizione consolidata, il volo della domenica sera parte in ritardo. Anche stasera è così, e dunque eccomi qui ad ammazzare il tempo, circondato da un'orda di aragostocromati Neerlandesi rosolati dal sole che ritornano in patria dopo il ponte dell'Ascensione. Ma io non m'azzardo a dir male di Transavia, giacché solo questo nordico rigore mi ha permesso di non perdere l'aereo. Nel 2011 ho presto tre volte questo stesso volo, e tutte e tre ha fatto due-tre ore di ritardo. Escludendo la prima volta a gennaio, quando la colpa era dell'aeroporto di Treviso, per il momento il bilancio salvezza-seccatura fornito da Transavia è uno a uno.
Guardo con fiducia alla prossima occasione, e sono certo che Transavia non mi deluderà.
E così, torno a Utrecht un anno più vecchio di quand'ero partito.
Benché siano passati solo 4 giorni, in effetti. Piccoli miracoli cronologici.
Recentemente mi sono trovato a riflettere su eventuali implicazioni sulla mia condizione del raggiungimento del ragguardevole traguardo dei ventisette.
(N.d.A.: non so se Las legge il blog: se lo fa, di certo non gli sarà sfuggita l'entusiasmante e non casuale allitterazione della 'g' e della 'r' nel periodo precedente).
In particolare, mi chiedevo se sono diventato troppo vecchio per tutta una serie di cose: ad esempio, attraversare il Friuli dal Canin al Coglians con uno zaino in spalla (e in compagnia di Vibro, per rendere il tutto più estremo), passare ore ed ore in viaggi scomodi, vegliare la notte e lavorare di giorno, e cose del genere.
In ossequio al metodo sperimentale, nell'ultimo periodo ho deciso di fare un pochi di test: a metà maggio sono andato a trovare Franz a Friburgo, partenza venerdì sera alle 21, 14 ore di treno in scompartimento, weekend in compagnia di Franz passeggiando per la città e festeggiando la di lui coinquilina austriaca, partenza la domenica sera alle 18, altre 14 ore di treno fino a Utrecht per poi andare direttamente a lavoro. Prova superata.
Subito dopo, il NAC, la temibile conferenza degli astronomi neerlandesi, che in siffatta situazione danno il peggio di sé come scolaretti in gita e può accadere di tutto: anche, ad esempio, che all'una di notte ti invadano il bungalow in 50 e che tu riesca a buttarli fuori solo alle 4 del mattino, dovendo a quel punto pulire tutto come dopo una festa che, però, non avevi organizzato tu. Prova superata.
Poi due settimane di lavoro tosto, per scrivere un articolo e contemporaneamente tenere a bada gli studenti del capo e i loro dubbi sugli esercizi da fare.
Poi il viaggio in Italia, un'ora di ritardo all'andata, e (almeno) un'altra ora di ritardo al ritorno (saranno di più, non ci sono dubbi in merito).
La prossima settimana, invece, la due giorni Ryanair per votare al referendum: volo Weeze-Ronchi sabato pomeriggio, volo Ronchi-Charleroi domenica pomeriggio. In totale, circa 21 ore in Italia e 18 ore in viaggio. Cosa non si farebbe pur di bloccare il nucleare: ad esempio, non radersi per un mese.
Da vedere se sopravviverò anche a questo (do per scontato che, se pubblicherò questo post, vorrà dire che avrò superato la prova del rientro notturno a Utrecht, ed anche del successivo lunedì di lavoro con tanto di festa di dottorato di un collega neerlandese, Diederik).
Riflessione finale, ispirata dai regali che ho ricevuto: una felpa con il cappuccio e le toppe sui gomiti, una camicia ciucciata a righine, delle All Star verdi simpatia. Giovanissimi! Per onestà devo precisare che ho ricevuto anche una valigia e dei libri, regali apprezzatissimi che tuttavia non assegnano punti giovinezza o anzianità.
Insomma: cosa concludere?
Caro Boss, se il prossimo anno deciderai di tornare in pista, sono ancora pronto a fare qualcosa di stupido. Ci vediamo lì.

5 commenti:

  1. Cribbio, Carlo, scrivere una creativa replica che richiami gracchianti corvi m'è ciritico (ma non schernirla or che rachitica). Credo che il mio crudo cranio rischi di crashare per il corposo scherzo che scrivo ma non recalcitro al richiamo allitterante e così rincaro!

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  2. sei proprio gggiovane! propongo una tessera onoraria SuperGgiovani di Transavia, che permette di far ritardare i voli a piacimento, a seconda delle proprie necessità.

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  3. Dunque sabato nottolata!
    -D.

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  4. Stimato Las, sapevo che sarebbe stato stimolante solleticarti con una sfida linguistica di fonetica sperimentale. Sostanzialmente e' stato un successo!

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