Sabato ho fatto la cassata. Cassata siciliana, ricetta del nonno tramandata ai genitori, tramandata ai figli, riadattata alle esigenze neerlandesi. Spero che il nonno abbia apprezzato, se non altro, l'inventiva con cui gli 800 grammi di ricotta di pecora sono stata sostituiti da 500 grammi di ricotta di mucca, 250 grammi di mascarpone (per dargli un po' di cremosa consistenza) e 80 grammi di formaggio spalmabile di capra (per dargli un po' di gusto salatino).
Insomma, la versione neerlandese della ricotta di pecora, in mancanza inspiegabilmente di ricotta di pecora in un Paese in cui il rapporto pecore/abitanti è circa 10000, prevede quasi ogni genere di latticino vaccino e caprino ma nulla di pecorino.
Il risultato, in foto.
Non sarà siciliana patocca, ma tutto sommato era buona.
In realtà, non era la prima volta che provavo a farla. E' il mio secondo tentativo dieci giorni dopo l'esordio assoluto per il Pie Day dell'ufficio. Anche in quell'occasione ero stato molto soddisfatto del risultato. E anche Sara, l'inflessibile giudice di ogni mia velleità pasticcera. Sebbene i miei colleghi avessero preferito una specie di versione estivo-dietetica del tiramisù, a base di insipido yougurt alla fragola e alla vaniglia e pavesini. Uno sc'chifo proprio. Preparato da me, in dieci minuti scarsi. Sentendomi poi in colpa di portare una cosetta così ai miei colleghi, mi ero risolto di provare la cassata per educarli alle meraviglie della cucina italica. Bene: pare che il detto "perle ai porci" sia conosciuto in alcune regioni nella sua variante "cassata ai colleghi". I quali si sono sbafati il tiramisù dei poveri in dieci minuti (tanti quanti erano stati necessari per prepararlo, spesa totale 3 euri per lo yogurt e 2 per le fragole, visto che i pavesini ce li aveva lasciati in casa l'amico Pietro venutoci a trovare per il Koninginnedag) mentre hanno lasciato a metà la cassata sostenendo «sì, anche questa è buona, però il tiramisù è molto meglio». Perdonali nonno, perché non sanno quello che dicono. Dovessero scegliere tra patate in tecia e patatine fritte, sceglierebbero le patatine fritte. Dovendo scegliere tra una bistecca ai ferri e un mac burger, sceglierebbero il mac burger.
Tanto meglio per noi a casa, visto che mi sono riportato indietro gli avanzi e con Sara siamo andati avanti a mangiarne per due giorni.
La mamma di Sara (in quei giorni in visita e cavia apparentemente soddisfatta del mio secondo tentativo di cassatismo) sostiene che non è facile apprezzare simili finezze se non si è abituati. Forse ha ragione, e d'altra parte perché perdere ore a cucinare quando si può ottenere onori e gloria con un semplice tiramisù, o persino con un suo misero surrogato? (ora sto esagerando, non era così male)
Buona domanda.

Insomma, la versione neerlandese della ricotta di pecora, in mancanza inspiegabilmente di ricotta di pecora in un Paese in cui il rapporto pecore/abitanti è circa 10000, prevede quasi ogni genere di latticino vaccino e caprino ma nulla di pecorino.
Il risultato, in foto.
Non sarà siciliana patocca, ma tutto sommato era buona.
In realtà, non era la prima volta che provavo a farla. E' il mio secondo tentativo dieci giorni dopo l'esordio assoluto per il Pie Day dell'ufficio. Anche in quell'occasione ero stato molto soddisfatto del risultato. E anche Sara, l'inflessibile giudice di ogni mia velleità pasticcera. Sebbene i miei colleghi avessero preferito una specie di versione estivo-dietetica del tiramisù, a base di insipido yougurt alla fragola e alla vaniglia e pavesini. Uno sc'chifo proprio. Preparato da me, in dieci minuti scarsi. Sentendomi poi in colpa di portare una cosetta così ai miei colleghi, mi ero risolto di provare la cassata per educarli alle meraviglie della cucina italica. Bene: pare che il detto "perle ai porci" sia conosciuto in alcune regioni nella sua variante "cassata ai colleghi". I quali si sono sbafati il tiramisù dei poveri in dieci minuti (tanti quanti erano stati necessari per prepararlo, spesa totale 3 euri per lo yogurt e 2 per le fragole, visto che i pavesini ce li aveva lasciati in casa l'amico Pietro venutoci a trovare per il Koninginnedag) mentre hanno lasciato a metà la cassata sostenendo «sì, anche questa è buona, però il tiramisù è molto meglio». Perdonali nonno, perché non sanno quello che dicono. Dovessero scegliere tra patate in tecia e patatine fritte, sceglierebbero le patatine fritte. Dovendo scegliere tra una bistecca ai ferri e un mac burger, sceglierebbero il mac burger.
Tanto meglio per noi a casa, visto che mi sono riportato indietro gli avanzi e con Sara siamo andati avanti a mangiarne per due giorni.
La mamma di Sara (in quei giorni in visita e cavia apparentemente soddisfatta del mio secondo tentativo di cassatismo) sostiene che non è facile apprezzare simili finezze se non si è abituati. Forse ha ragione, e d'altra parte perché perdere ore a cucinare quando si può ottenere onori e gloria con un semplice tiramisù, o persino con un suo misero surrogato? (ora sto esagerando, non era così male)
Buona domanda.
confermo.. La ricotta di pecora si puo approssimare anche cosi ;) io lo brevetterei..
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