martedì 5 luglio 2011

Storie di animali, uomini e giocattoli (III)

C'era una volta un Paese che si immergeva nelle acque del Gran Mare come un giavellotto conficcato in un cielo azzurro, una lunga lingua di terra che dava una profonda leccata alla spuma delle onde.
A reggerere le redini del Paese erano gli Sciacalli, guidati dalla Iena Ridens loro duce.
Un giorno gli Sciacalli decisero di costruire una ferrovia attraverso il bosco della Valle Albicocca. Gli Animali del bosco ritenevano scioccamente di aver voce in capitolo in quella decisione, giacche' in fondo erano loro a viverci nel bosco e nella Valle, mica gli Sciacalli. La Iena Ridens avrebbe potuto dire: non vi preoccupate, ieri sera ho comprato su internet una casa nella Valle Albicocca, ma stranamente quella volta tacque.
Gli Animali chiesero: perche` costruire una ferrovia proprio nella nostra bella Valle, martoriando le Montagne Impervie, che sono per giunta piene zeppe di amianto che fara` ammalare noi e i nostri cuccioli per le prossime quattrocento generazioni?
E gli Sciacalli risposero: bisogna poter commerciare le ghiande da una parte all'altra delle Montagne!
E gli Animali del bosco dissero: veramente per quello ci sarebbe gia` una ferrovia, non possiamo usare quella per commerciare, come gia` facciamo?
Gli Sciacalli spazientiti risposero: ma noi ne vogliamo una nuova di pacca, piu` grande, che possa trasferire molte piu` ghiande e molto piu` velocemente. Se non lo facciamo, saremo tagliati fuori dal Continente!
Allora gli Scoiattoli dissero: veramente quelli che trasportano le ghiande qua siamo noi, e non ci par proprio di essere tagliati fuori da niente. Chi vuole andare di la`, va di la`, chi vuole stare qua, sta qua. Sono almeno dieci anni che di ghiande ne portiamo sempre di meno, perche` ognuno si tiene le sue che e` piu` pratico. Insomma ci par proprio una mossa ebete costruire una ferrovia quassu`.
Allora gli Sciacalli capirono che la loro iniziale decisione di non prendere in considerazione gli abitanti della Valle era decisamente piu` comoda, e iniziarono ad interloquire solo con i Lumaconi Scrivani, i quali davano l'indubbio vantaggio di ascoltare e prender nota senza porre domande. Che poi, non vivendo nella Valle, non avevano nemmeno ragioni per opporsi a niente.
Gli Animali del bosco allora si riunirono per stabilire il da farsi.
C'erano Linci battagliere che si dicevano disposte a pattugliare l'ingresso della Valle per impedire che venisse consumato lo scempio; Lupi grigi d'antico pelo che ricordavano i tempi andati dicendo: non abbiamo resistito all'esercito nemico da giovani, su queste ed altre Montagne, per poi lasciare che siano violentate da un esercito amico! D'un tratto una Mucca, timidamente, disse: pero' in Pianura non si sta mica cosi` male, e sono sempre meno quelli di noi che ormai decidono di restare qua. Io sono cresciuta nei Pascoli, ma alla mia bella eta` un po' di mare me lo farei volentieri. Lasciamo che facciano: chiediamo piuttosto di avere in cambio case in Pianura e ricchezza a palate. Poi chi vuol rimanere, rimanga: la Valle esistera` anche con la nuova ferrovia. Alcuni mormorarono di approvazione, altri borbottarono il loro dissenso, tutti scuotevano la testa in un verso o nell'altro a seconda della loro opinione e pure le Mucche stesse non erano unanimi.
Poi prese la parola il Gufo che rispose, o magari parlava a se stesso: con il denaro potrai comprarti forse una sfarzosa costruzione vista mare, ma non comprerai mai una casa. Forse persino la tua anima ha un prezzo, ma non il profumo dell'erba, le nuvole del cielo, la brezza del mattino e il mormorio del torrente. Fai dunque la tua scelta in liberta`, cosi` faccia ognuno di noi.
Si formarono dunque due gruppi, dei pro e dei contro alla ferrovia, e quando si divisero fu chiaro il destino della Valle.
Il Gufo concluse: gli Animali della Valle Albicocca resisteranno, e resisteranno sempre.
Ci prenderanno a mazzate, disse il Picchio.
Poco ma sicuro, rispose il Gufo.
Ma noi terremo duro, gridarono i Cervi.
Ce ne daranno altre, altre, ed altre ancora, disse la Lepre.
Ma noi terremo duro, ripeterono i Camosci.
Ci dipingeranno come vecchi, retrogradi, terroristi, infami, disse lo Stambecco.
Come dargli torto, disse il Gallo Cedrone che nella sua lunga vita ne aveva avuti, di trascorsi poco limpidi.
Dimostreremo che siamo Animali per bene, proruppe il Falco.
Speriamo, disse la Marmotta.
Ed iniziarono a presidiare la Valle, impedendo agli Sciacalli di costruire alcunche`.
Allora gli Sciacalli mandarono le Pantere e gli Elefanti a sgomberare gli Animali del bosco, e come previsto furono mazzate senza pieta`. In Pianura si diceva che gli Animali combattevano come guerriglieri addestrati, mentre nella Valle quelli tentavano di spiegare che piu` che altro stavano cercando di prenderne il meno possibile.
Dopo che gli Elefanti si furono ritirati, le Pantere furono lasciate a pattugliare quello che sarebbe diventato il campo base del cantiere
Gli Animali si radunarono nel bosco.
Che facciamo, chiesero alcuni.
Resistiamo, risposero altri.
Ed organizzarono una marcia nel bosco per la domenica seguente, invitando a partecipare tutti gli Animali solidali del Paese. Gli Sciacalli, saputo della marcia, iniziarono a fomentare le Pantere dicendo loro che la domenica ci sarebbero stati scontri, e avrebbero dovuto agire con la massima decisione per stroncare fin dal principio ogni resistenza, e ci manco` poco che qualcuno dicesse spezzeremo le reni all'Albicocca. Si creo` nel Paese un clima surreale, in cui tutti davano per certi i violenti scontri ben prima del giorno fatidico, e gli Animali della Valle cercavano di rincuorarsi l'un l'altro dicendo che sarebbe bastato rimanere tranquilli per avere una marcia possente e pacifica.
Ma il tempo diede loro torto.
Non ha importanza chi fu a cominciare, ed e` impossibile stabilirlo. Le Pantere erano sul piede di guerra, e la loro furia scatto` implacabile: forse fu al primo segnale di pericolo o forse anche prima.
E furono altre mazzate.
Mazzate per tutti, sia per chi cercava la rissa, sia per chi cercava solo di difendersi, ed anche per chi, sperando di sembrare innocuo, se ne stava buono buono, testimoniando il suo dissenso con la sua semplice presenza e nulla piu`. Un Orso completamente pazzo, che viveva in uno zoo della costa, l'unico Animale della Pianura ad aver parteggiato proprio fin dall'inizio per la Valle, parlo` agli Animali della Valle chiamandoli eroi. La parola "eroe" assume significati diversi a seconda di chi la pronuncia e in che situazione: sono eroi lo spietato Achille, l'invasato Diomede, il furbo Ulisse, il rassegnato Ettore, il meditabondo Enea ed anche il violento Sigfrido e cosi` via tanti altri. Cos'hanno costoro a che vedere con il coraggio degli Animali della Valle Albicocca, incerti del loro destino e forti solo della loro determinazione? Ma l'Orso era notoriamente fuori di testa, percio` invece di contestargli le sue precarie basi mitologiche, i Lumaconi Scrivani e gli Sciacalli ebbero gioco facile a stracciarsi le vesti e levare alte grida al cielo dicendo che l'Orso era un pericolo pubblico ed inneggiava alla violenza. I video dimostrarono poi che quelle parole l'Orso le aveva dette prima degli scontri, ed erano rivolte ai pacifici Animali del bosco prima che cominciasse la marcia. Ma pazienza, peggio per lui.
E come previsto gli Animali del bosco furono dipinti come traditori, violenti, guerrafondai, facinorosi, bestie dei centri sociali, terroristi, e tutta la consueta lista di attributi che di solito si affibbiano a chi non la pensa come gli Sciacalli.
Anche dopo quella domenica si riunirono di nuovo nel bosco, chi fortunatemente incolume e chi con un'ala spezzata, una zampa rotta, un occhio pesto o il muso insanguinato.
Che facciamo ora, chiesero alcuni.
Gli Animali della Valle Albicocca resisteranno, e resisteranno sempre.

5 commenti:

  1. In una recente partecipazione a Night waves, su Radio 3 della BBc, la scrittrice indiana Arundhati Roy, premio Nobel per la letteratura di parecchi anni fa, raccontava della strenua lotta per la sopravvivenza di intere comunità del suo paese, decine di milioni di persone, non piccole minoranze, che cercano di non farsi cancellare dalla loro terra per lasciare spazio a dighe gigantesche e altre trasformazioni megalomani progettate dallo Stato e dal governo indiano in nome del progresso economico della più grande democrazia del mondo. Pare che l'intera popolazione interessata sia accusata di essere sobillata dai comunisti maoisti, un'organizzazione di guerriglieri sanguinari. Arundhati dice che la popolazione le ha tentate tutte, le modalità di farsi ascoltare, di denunciare i soprusi subiti e di ottenere che le elementari ragioni della sua sopravvivenza fossero prese in considerazione in sede legale, ma che lo Stato indiano, la giustizia indiana, ha respinto o ignorato ogni denuncia e protesta. Alla fine si sono trovati soli e gli unici che li hanno difesi sono stati loro, i guerriglieri maoisti. Ma alla gente interessata non importa granché che si chiamino così, si limita a prendere atto che sono i soli che la aiutano a tener duro. Anche Arundhati, che fa parte dell'elite e gode di una fama tale da non potere essere facilmente e pubblicamente attaccata dal governo, sta dalla loro parte e si batte per far conoscere la situazione al resto del mondo. Dice che la democrazia indiana riguarda una elite del paese e che centinaia di milioni non sanno cosa sia e vivono in condizioni di estrema povertà.
    Dice che si tratta di interventi di inaudita violenza, su cui non vi è informazione, ma di fronte ai quali non si può tacere.

    Se mai ha avuto un senso economico il progetto del nuovo traforo del Frejus , duemila poliziotti in assetto di guerra che salgono in una valle di montagna a sparare migliaia di candelotti lacrimogeni contro i valligiani per difendere un cantiere di lavori pubblici sono più che sufficienti per demolire qualsiasi idea di investimento per il progresso di un paese. Quel progetto, evidentemente nato male, era già fallito ed ora lo è definitivamente. Gli eroi sono gli abitanti che lo hanno detto e lo hanno fatto capire. Non basterà l'assalto di qualche manipolo di guerriglieri urbani per l'occasione convertiti alla guerriglia di montagna a ridargli un po' di slancio e una giustificazione.

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  2. Sarebbe interessante capire come mai all'interno della Polizia esistano evidentemente truppe di tagliagole che vengono tenute in dispare per occasioni come questa, o il G8 di Genova.
    Forse il tentato omicidio era riferito ai sassi che questi "poliziotti" hanno lanciato dal cavalcavia. http://www.youtube.com/watch?v=Ku_RcFJlaPc&feature=player_embedded
    Meno male che esiste youtube, se no chissa' quanto tempo ci sarebbe voluto prima di poter avere una versione alternativa a quella ufficiale.

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  3. Non sono truppe di tagliagole, sono solo gente che "ghe crede" e pensa sia giusto sgomberare anche con la forza 'sti pezzenti che si oppongono ad una cosa pubblica che fa del bene a tutti. Ci sono persone che hanno famiglia e poi in carcere ammazzano di botte qualcuno, magari arrivando ad inscenare pure un suicidio. Insomma, sono persone orribili ma esistono, se pensiamo che "siano tenute in disparte" manchiamo completamente la prospettiva. Lavorano, ogni giorno, al servizio dello Stato. E se lo Stato è governato da delinquenti...
    Comunque, grave, gravissimo che dei poliziotti si comportino così come apparso nei video, ma se ci focalizziamo su questo, sullo scontro fisico, sul grido al lupo al lupo (o all'orso all'orso, se preferisci) faremo lo stesso gioco dei telegiornali-giornali-media, pronti a contare i morti e i feriti, senza capire perchè delle persone siano disposte a farsi ferire, con o senza la protezione di un lupo travestito da orso. Continueremo a vivere nello scontro contro un mostro, altro rispetto a noi, senza chiederci cosa si poteva fare prima, cosa possiamo fare ora per evitare tra 10 anni di ritrovarci nelle stesse condizioni.
    Continuerà a crescere il disinteresse e la disistima verso la politica/stato, lasciando ancora più libertà a chi ora da gli ordini alla polizia di comportarsi così, o a chi si presenta molto democraticamente con un partito non-partito e che grida come un animale ferito quando "i suoi" lo tradiscono votando un pisapippa qualunque.
    Personalmente credo nel "la polizia arriva li dove la politica fallisce", ma con politica fallisce non intendo lanciarmi negli anatemi contro la casta, solo appurrare come la politica sia un fallimento perchè ci sono tante, troppe belle persone che non si "sporcano" le mani, la tav in val di susa é un fallimento lungo 22 anni e di diversi colori, inutile appigliarsi contro il bava beccaris dei poveri, è solo uno dei (tanti) risultati del nostro, in senso lato, approccio alla politica negli ultimi 20 anni.
    Per esempio, ecco cosa dice pansa per libero (brrrr, forse meno per meno fa più) a riguardo della faccenda:
    http://www.libero-news.it/news/775874/I__No_Tav__pronti_alla_guerra__il_nemico_si_chiama_Pd.html
    Tutto mal? si, molto qualunquismo c'è, ma ci sono alcune considerazioni interessanti.

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  4. Capisco cio' che intendi, e sono abbastanza d'accordo. Ma se un poliziotto ammazza di botte un detenuto in carcere, o lancia sassi da un ponte, puo' avere tutte le famiglie che vuole ma continuo a chiamarlo un tagliagole.
    E' chiaro che dove "la politica" fallisce si arriva allo scontro, e se i politici sono gente abituata a dirimere le questioni gridando piu' forte o picchiando piu' forte, allora anche in piazza avranno mano libera gli invasati che "ghe credi" e che poi mettono i finti esplosivi alla Diaz, prendono a mazzate le vecchiette e cose del genere.
    Siccome non posso credere che la maggioranza dei poliziotti consideri normale agire in questo modo, per quanto aizzati da qualcuno a tenersi pronti a fronteggiare i terroristi rossi, quello che mi domando e': esistono "truppe speciali" della polizia che raccolgono gente particolarmente priva di freni inibitori, cioe' sostanzialmente Ultras col casco blu e licenza di menare?
    Spererei di no.
    Ma a volte par proprio di si'.

    P.S.: no, per leggere Pansa su Libero non sono pronto. Devo essere tanton di buon umore e a stomaco vuoto.

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  5. A me basta sapere che da anni Amnesty international fa notare come l'italia non abbia "creato" il reato di tortura e messo in atto i relativi meccanismi di controllo (che dovrebbero essere indipendenti).
    Cosa centra con la TAV? centra, come con qualunque altra azione della polizia.
    Il messaggio che passa alle forze dell'ordine è che possono agire in sostanziale impunità, o almeno certi di ricevere pene leggere.

    Non è questione di ultras, non sono pagati per pensare, sono pagati per eseguire gli ordini.
    Un poliziotto può accettare o meno di andare allo stadio o a tenere l'ordine pubblico in queste situazioni, non serve creare truppe speciali, chi accetta è un invasato ma come può sfogare la sua invasatezza è stabilito più in alto.
    Dove? qui (comitato provinciale per la sicurezza):

    http://www.nodalmolin.it/spip.php?article1305

    Che si possa avere un verbale di questa riunione? non lo so, non credo: nel caso della TAV sono state escluse le amministrazioni locali da queste assemblee, inoltre, nella loro ottica (loro=poliziotti, vedi dichiarazioni di alcuni sindacati), i notav sono mescolati con dei "criminali", tanto quanto gli ultras, non avevano e non hanno alcuna intenzione di trattare coi guanti bianchi, aspettavano solo una "resa dei conti", vedi dichiarazioni del coisp un mese fa (uno dei sindacati della polizia :O ).

    Vedi qualche possibilità di comprendere i motivi della protesta da parte dei poliziotti?

    Puoi non credere ai poliziotti violenti, ma per loro picchiare un tifoso dell'ancona allo stadio o un manifestante che si avvicina troppo ad una certa linea e non risponde ai suoi ordini non fa nessuna differenza.
    E ricorda Cossiga e le sue brillanti idee di gestione dell'ordine pubblico, idee che lo hanno portato un po'in alto ...

    Per quanto riguarda i video del poliziotto che tira cose dal cavalcavia, fanno miseria, ma la fanno anche questi video:

    http://www.youreporternews.it/2011/scontri-no-tav-sindacato-polizia-sap-mai-vista-cosa-simile/

    Contro chi tirano le pietre? contro i politici? contro le aziende?
    contro la polizia violenta? bella protesta intelligente e di sicuro effetto.
    Persino il portavoce del sindacato sap (un altro, sempre di polizia) si dimostra (più o meno) razionale.
    Sicuramente più razionale di un demente di genova che incita "Quelle di oggi sono prove tecniche di dittatura".
    Sempre in prima linea a buttare benzina sul fuoco.

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