domenica 30 giugno 2013

Trenta di questi giorni.

Ieri, a Parigi, ho assistito al mio trentesimo concerto di Springsteen. A dieci anni (piu` un giorno) dal mio terzo concerto di Springsteen, a Milano, 28 giugno 2003, pochi giorni prima di sostenere l'orale della matura. Questo mi fa riflettere prima di tutto sul fatto che sono vecchio, essendo passati gia` dieci anni dall'esame di maturita`. Poi mi fa ripensare al 20 ottobre 2002, quando per la prima volta ho visto Springsteen su un palco, a Berlino, e subito e` stato palese che non si sarebbe piu` potuto farne a meno. In questi trenta concerti sono riuscito ad ascoltare tutte le canzoni che volevo. Piu` o meno. L'ultima della lista era Racing in the street. E' difficile spiegare in poche parole cosa significhi questa canzone. Per fortuna non devo farlo, perche` mio papa` ha trovato un articolo che ci riesce, non in poche parole ma centrando il punto. Ieri al mio trentesimo complencerto ho avuto No surrender, che quest'anno non mi era mai capitata e spesso mi tiene a galla. E Thunder Road, la canzone da cui tutto e` cominciato, a dodici, tredici anni. E' stato bello.
Ci sono poi altre canzoni, certo, che mi piacerebbe sentire suonare dal vivo. Sono catalogate tra le "impossibili", quelle che sono state suonate due, tre volte in trent'anni. O anche meno. Serve un miracolo per essere al posto giusto.
Pero` con Springsteen i miracoli accadono, con una certa regolarita`, e hanno sempre il sapore di regali personali che lui fa, avendo indovinato per magia che quella canzone era proprio quella che desideravamo.

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