domenica 30 giugno 2013

La prima cosa che ho pensato quando ho saputo di Margherita Hack e` una cosa stupida. E cioe`, che ero contento per lei. Che finalmente si fosse liberata dalla seccatura di gente che le telefonava per chiederle un commento su qualunque notizia avesse un vago legame con la scienza, o con la religione, o con l'istruzione, o con gli animali. Magari a lei faceva piacere ricevere questa attenzione ancora a novant'anni suonati, chi lo sa. Ogni volta che leggevo una sua intervista su un qualunque argomento non riuscivo a togliermi dalla testa una cosa detta da Bearzot a suo tempo, e cioe` che sperava che l'Italia vincesse di nuovo il Mondiale perche` cosi` l'avrebbero fatta finita di andare sempre da lui, prima di ogni campionato internazionale, a chiedergli opinioni, commenti, pronostici, segreti per vincere. Ecco, io mi immagino che anche Margherita Hack, sebbene fosse contenta di incontrare persone, confrontarsi, parlare di scienza, io me la immagino a pensare "pero` potrebbero questi debosciati andare a chiedere anche a qualcun altro". Allora mi chiedo se ci sia qualcun altro. Perche` sono vere due cose: una, e` che la repulsione italiana nei confronti di argomenti scientifici fa si` che se ne parli poco, e che forse per prigrizia giornalistica si tendesse a cercare sempre la Hack per tutto. La seconda e` che lei ha messo tanto impegno nell'istruzione e nella divulgazione, e non me ne vengono in mente molti altri di scienziati cosi`. Dicono da molte parti che e` stata la prima direttrice donna di un osservatorio astronomico. Fosse solo quello, vale giusto per una medaglietta. La Hack ha praticamente fatto partire da zero il dipartimento di astronomia di Trieste, riuscendo a formare prima un paio di studenti, poi attirando qualche giovane ricercatore, e cosi` via. Ha formato un paio di generazioni di astronomi, direttamente o indirettamente. Di questo non ho trovato molta traccia negli articoli di commiato. Molto di piu` si parla della divulgazione e del fatto che fosse atea, tacendo il fatto che del suo ateismo non dovrebbe interessare a nessuno, e invece negli anni sempre si e` voluto creare questa figura quasi stregonesca (anche per la sua somiglianza spettacolare con Maga Mago`) di "scienziata contro", contro Dio, contro la Chiesa. Sminuendo, secondo me, la portata del suo impegno.
Quanti sanno su cosa ha lavorato Margherita Hack quando era scienziata attiva? Quanti sanno che era atea? Quale di queste due nozioni e` piu` interessante, per un pubblico che voglia imparare qualcosa di astronomia?
Ecco. Ora come ora, mi rimane un po' di amaro in bocca pensando che una delle sue eredita` maggiori dovrebbe essere l'impegno per rendere la scienza accessibile a tutti. E mi pare che "gli scienziati" continuino in larga parte a preferirsi nella loro torre d'avorio separata dalla confusione del mondo, e ai giornalisti faccia comodo rappresentarli cosi`, avulsi dalla realta`, un po' pazzi, un po' demoniaci. E quelli che fanno divulgazione "normale", senza presentarsi come dei provocatori alla Odifreddi, tendono a passare inosservati. E allora penso: se volete ricordare Margherita Hack, ricordatela con dei programmi televisivi e radiofonici dedicati alla divulgazione scientifica, creando cento nuovi Immaginarii Scientifici dove entusiasmare bambini in giro per l'Italia. Altrimenti, lasciatela riposare in pace.

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