Tutti sappiamo che in realtà Springsteen è un essere umano, che ha fatto e farà cose stupide e riprovevoli, eccetera eccetera. Bella scoperta. Lo sappiamo eccome. Ma quando ascoltiamo la sua musica, quando lo vediamo in concerto, ciò che vogliamo è partecipare al rito collettivo, e il messia di quel rito non può essere corrotto o umanizzato. Se canta "maybe you'll be out there/ on the road somewhere/ some bus or train/ travelling along/ in some motel room there'll be a radio playin'/ and you'll here me sing this song/ well if you'll do, you'll know I'm thinking of you/ and all the miles, in between/and I'm just calling one last time not to change your mind/but just to say I miss you babe/good luck goodbye, Bobby Jean" tutto ciò che vogliamo sapere è che questa canzone è per Steve che parte per la sua carriera solista, rappresenta la fratellanza della band, unita e indivisibile, saldata dall'amicizia di cinquant'anni di carriera insieme. Non vogliamo sapere i litigi, l'ambizione di Springsteen che calpesta qualunque cosa, il suo dispotico egoismo, i sentimenti feriti dei compagni di viaggio. Lo sappiamo già che queste cose sono successe, è ovvio che sia così. Ma quando siamo lì, magari stanchi o con l'animo a pezzi, vogliamo farci rimettere in sesto dai meccanici della E Street, vogliamo che tutto di quanto più puro e vivo c'è nel rock and roll sia da loro distillato e riversato su di noi, per poter tornare a casa e dire, "se questo è stato possibile, ogni cosa è possibile".
Questo blog, almeno nelle intenzioni, raccoglie i racconti delle mie (dis)avventure all'estero, da quando comincerò il dottorato a Utrecht a quando (chissà) tornerò in Italia. E anche le (dis)avventure dell'Italia viste dall'estero. Insomma, tutto quello che mi viene in mente.
domenica 4 agosto 2013
Bruce, Peter Ames Carlin
Tutti sappiamo che in realtà Springsteen è un essere umano, che ha fatto e farà cose stupide e riprovevoli, eccetera eccetera. Bella scoperta. Lo sappiamo eccome. Ma quando ascoltiamo la sua musica, quando lo vediamo in concerto, ciò che vogliamo è partecipare al rito collettivo, e il messia di quel rito non può essere corrotto o umanizzato. Se canta "maybe you'll be out there/ on the road somewhere/ some bus or train/ travelling along/ in some motel room there'll be a radio playin'/ and you'll here me sing this song/ well if you'll do, you'll know I'm thinking of you/ and all the miles, in between/and I'm just calling one last time not to change your mind/but just to say I miss you babe/good luck goodbye, Bobby Jean" tutto ciò che vogliamo sapere è che questa canzone è per Steve che parte per la sua carriera solista, rappresenta la fratellanza della band, unita e indivisibile, saldata dall'amicizia di cinquant'anni di carriera insieme. Non vogliamo sapere i litigi, l'ambizione di Springsteen che calpesta qualunque cosa, il suo dispotico egoismo, i sentimenti feriti dei compagni di viaggio. Lo sappiamo già che queste cose sono successe, è ovvio che sia così. Ma quando siamo lì, magari stanchi o con l'animo a pezzi, vogliamo farci rimettere in sesto dai meccanici della E Street, vogliamo che tutto di quanto più puro e vivo c'è nel rock and roll sia da loro distillato e riversato su di noi, per poter tornare a casa e dire, "se questo è stato possibile, ogni cosa è possibile".
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